venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale!



Tantissimi auguri di un Natale sereno e di un Anno nuovo pieno di felicità, sorprese... e Musical!
Buone feste a tutti,
Martina

mercoledì 22 dicembre 2010

Una considerazione veloce...

... ma "Love never dies" è proprio bruttina...
In questo momento parlo della canzone, non del musical nel suo insieme. Stavo ascoltando un po' di musica al lavoro, come sottofondo alle mie fatture, e è passata "Love never dies".
Nella struttura del musical, questa canzone dovrebbe essere il momento più alto dello spettacolo, il pezzo che il Fantasma ha scritto per Christine, la sua musa, il suo amore...
Di questo brano si parla a volte nello show. Ad un certo punto Madame Giry dice che il Fantasma è tornato a comporre, "not this cheap vaudeville trash, something glorious"... (cito a memoria) Beh, se questo è il massimo che riesce a fare il nostro buon Erik, direi che siamo lontani dai tempi del "Don Juan Triumphant"...

Tra l'altro, leggo solo oggi che lo spettacolo è stato chiuso qualche giorno in novembre per permettere al team creativo di lavorare su alcune modifiche alla storia, e che i critici sono stati invitati a vedere e recensire lo spettacolo rielaborato
Tra le modifiche effettuate si legge di un prologo con il Fantasma che canta "Till I hear you sing", e di una revisione del finale... ma non si danno altri dettagli. E ora sono curiosa, che succede? Come finisce ora lo show? Chi si informa e mi fa sapere??

domenica 12 dicembre 2010

Reportage dagli USA

Ancora qualche foto dagli Stati Uniti.

Questa è ancora Times Square, dove in ottobre campeggiavano già le pubblicità per "Spider-man: turn off the dark" . Dopo essere stato rimandato diverse volte, lo spettacolo di Bono e the Edge ha avuto la sua prima preview il 28 novembre, purtroppo con diversi inconvenienti tecnici. L'apertura ufficiale è prevista per gennaio 2011, e forse per allora i problemi saranno risolti. Se lo spettacolo avrà successo, mi sa tanto che dovrò tornare a New York a vederlo: l'Uomo Ragno è l'eroe dei fumetti preferito di Federico. Cosa non si fa per amore... 






Molto visibile per chi arriva a Times Square è il teatro dove al momento va in scena "The Addams family", lo show sulla famiglia più strana degli Stati Uniti d'America. Sono sincera: non ho mai visto i telefilm, non mi sono mai interessata molto ai fumetti... E non mi attira un granché neanche lo spettacolo. Magari sbaglio clamorosamente ed è uno show divertente e musicalmente interessante... Forse dovrei cercarmi qualche pezzo online e farmi un'opinione libera da pregiudizi.
Del resto ero partita molto prevenuta anche nei confronti di Mamma Mia, e invece è diventato uno dei miei show preferiti, con la sua trama divertente e la musica che ti fa ballare sempre...

Di fronte al Majestic, dove da 23 anni va in scena sempre lo stesso spettacolo, e noi amanti del musical sappiamo bene quale , si trova il St. James Theatre, che al momento ospita "American Idiot".
La storia mi sembra un po' la riproposizione in chiave moderna di "Hair": ci sono tre amici che vivono nei sobborghi americani, uno va in città a cercare il senso della vita, uno parte per l'Iraq, il terzo resta con la fidanzata che non ama ma che ha messo incinta. Certo è che con il traino di una band famosa come i Green Day, lo show può attrarre un pubblico molto vasto e molto variegato: persino un mio collega che non frequenta Broadway e musical vari, ma che non perde un concerto europeo dei Green Day, si è procurato l'Original Broadway Cast dello spettacolo... 
Non so come stia andando lo show, anche se come vi ho detto ci hanno offerto biglietti scontati, che secondo me non è esattamente un sintomo di salute. Chi vivrà vedrà...

Qui non siamo più a New York, e questa non è una pubblicità per il già menzionato Majestic Theater. Questa è Las Vegas, e qui siamo all'interno dell'Hotel Venetian, dove la città lagunare è riprodotta fin nel minimo dettaglio, con tanto di canale all'interno dell'albergo e di gondole e gondolieri che lo solcano (anche se dubito che cantino canzoni in veneziano, ma non ditelo a Zaia ).


Non ho avuto la possibilità di vedere lo spettacolo in versione ridotta, ma non mi stupirebbe sapere che ha molto successo. A Las Vegas tutto quello che è spettacolare, luccicante e rumoroso va per la maggiore....

Il Venetian non è l'unico hotel di Las Vegas a offrire spettacoli di Broadway, riarrangiati o meno. L'altro hotel collegato al Venetian, che si chiama "Palazzo" (gli americani hanno mooolta fantasia quando si parla di italiani), offre Jersey Boys, mentre al Luxor, l'hotel che imita l'antico Egitto, va in scena "Menopause the musical", che non avrà le pretese del Phantom, ma che sicuramente raccoglie un buon pubblico ogni sera. 

L'ultima foto musical-related del viaggio negli Stati Uniti viene da San Francisco. Il nostro albergo era posizionato esattamente di fronte al Teatro Orpheum, dove andava in scena West Side Story. La tentazione di recuperare lo spettacolo perso a New York era forte, ma tra una festa di Halloween e una corsa sul cable car non abbiamo avuto materialmente il tempo di staccarci dal gruppo e dalle attività programmate...

Per concludere, sapevo che New York sarebbe stata piena di teatri, riferimenti al musical, artisti e pubblicità. Non credevo che sarebbe stato così anche nelle altre città degli Stati Uniti, anche se a pensarci bene forse sono stata ingenua io. E non siamo riusciti a girare per Los Angeles, altrimenti penso che avremmo trovato altri teatri e riferimenti ai musical oltre a questo (venuto anche terribilmente male)...

 

giovedì 9 dicembre 2010

The Phantom IN Manhattan


The Phantom of the Opera” va in scena a Broadway dal gennaio 1988, ed è uno degli spettacoli di maggior tenuta al mondo (secondo solo forse a “Les Mis” in scena a Londra dal 1985). Secondo i dati online, il marchio “Phantom” ha incassato in tutto il mondo oltre 5 MILIARDI di dollari, facendone l’evento più redditizio al mondo.
E io, che da otto anni amo questa storia romantica, non potevo evitare di versare il mio piccolo contributo nella mia prima visita a Broadway…

Lo spettacolo è in scena da 23 anni, e si vede: è una macchina perfettamente oliata, che ti trascina con sé fin dal momento in cui il candeliere si solleva e si ricompone sopra le teste del pubblico, per non lasciarti prendere un attimo di respiro fin quasi a metà del primo atto. A questo proposito, ho sempre ammirato come da “Angel of music” fino alla fine di “The music of the night” i pezzi si intrecciano e si fondono l’uno dentro l’altro senza soluzione di continuità, tanto da rendere quasi difficile applaudire per non interrompere il flusso dell’azione. Quando il Fantasma rapisce Christine attraverso lo specchio, e parte la frase musicale più famosa dell'intero score, l'azione è talmente intensa che non si riesce ad interromperla con gli applausi, pur meritatissimi. E la trama si snoda senza perdere un colpo, senza momenti morti anche nel secondo atto, dalla rutilante “Masquerade” (meno noiosa in scena che in cd) alla riflessiva “Wishing you were somehow here again”, fino al climax del “Point of no return” e della scena finale, dove come al solito la sottoscritta non ha potuto fare a meno di versare una lacrimuccia per il tragico destino del fantasma.

È inutile che vi dica come i set siano spettacolari e i cambi di scena rapidi ed efficienti. La scena del lago sotterraneo con la barca che l’attraversa e i candelabri che sorgono dall’acqua è magnifica, così come il rifugio segreto del fantasma. I costumi poi sono bellissimi, variegati e curati nei minimi dettagli. Si dice che la costumista, Maria Bjornson, abbia disegnato di persona più di 200 costumi per l'apertura dello show nel 1986. In effetti se pensate a tutti quelli necessari per “il Muto” e per “Masquerade” il numero è decisamente elevato... Eppure sono tutti veramente stupendi. L'unico che continua a non riscuotere la mia approvazione è quello del Fantasma in “Point of no return”, perché non mi piace quel mantello con cappuccio che nasconde completamente l'attore. Lo so che deve essere così per esigenze di copione, ma davvero non riesco a farmelo piacere.


Ed eccoci agli attori. Noi abbiamo visto l'attuale “first cast”, con Hugh Panaro nel ruolo del Fantasma e Sara Jean Ford in quello di Christine. La vulgata popolare vuole che produzioni della RUG siano molto precise non solo per quello che riguarda set e costumi, ma anche per l'interpretazione che ogni attore deve dare del suo personaggio, tanto da non lasciare quasi spazio all'improvvisazione o comunque a cose diverse dal solito. Non so se sia vero, però entrambi gli attori principali sono stati secondo me molto convincenti.
Hugh Panaro è riuscito a dare al suo fantasma un alone di mistero all'inizio, per aprirsi poco a poco e dichiarare il suo amore a Christine. Point of no return è stata ottima, tra il Fantasma e Christine c'era una grossa tensione, e le loro voci si armonizzavano in maniera perfetta. Nel finale invece, da “Down once more” in poi c'erano la rabbia, il cinismo, la disperazione, tutto nello stesso personaggio. Vocalmente, Hugh è un tenore che conosce la sua parte e che non ha difficoltà nell'affrontarla.
Sara Jean Ford è riuscita a far passare al pubblico la crescita del personaggio di Christine, che troppo spesso viene descritta come un'ingenua senza speranza... Invece in questo caso secondo me si è visto benissimo come inizialmente Christine desideri solo compiacere il suo angelo della musica, mentre più avanti nella storia inizia a sentirsi combattuta tra l'amore per Raoul e la pietà per il fantasma. Nella scena finale Christine è ormai una donna, che prima lotta per il suo uomo poi lascia spazio alla voce del suo cuore e alla pietà che prova per la vita sciagurata del fantasma.
Il resto del cast è stato molto buono. Le scene comiche sono sostenute principalmente da Piangi e Carlotta con i due manager, mentre Raoul fa il Raoul. Innamorato sul tetto dell'opera, un po' troppo “sborone” quando sfida il fantasma nella scena del cimitero.
Resto convinta che Christine avrebbe dovuto scegliere il fantasma... Prima o poi mi toccherà andare a vedere Love never dies...

Un paio di note varie:
- davanti a me c’era un signore orientale (cinese, coreano?) che ha dormito da metà del primo atto fino alla fine dello spettacolo, senza farsi svegliare da candelabri volanti, palle di fuoco o Mi sovracuti…
- Avete presente la “Mirror Bride” che il Fantasma mostra a Christine alla fine di “Music of the night”? Bene, quando con l’abito da sposa ho provato il velo, mi sono vista quell’immagine davanti agli occhi… ed ho rinunciato ! (non che fossi stata molto incline già dall’inizio… )

venerdì 26 novembre 2010

Si avvicina il Natale...

... e anche i siti di musical danno i consigli per i regali.

Ho trovato questo articolo su musicalzentrale.de che suggerisce 24 cd che non possono mancare in nessuna collezione. Sono sincera, secondo me questo elenco è un po' limitato. Indica principalmente cd relativamente recenti e molti di questi sono musical tedeschi (vedi Bonifazius, Schuh der Manitu o Klimt). Però chissà, tra questi consigli potete trovarci un cd che vi stuzzica...

domenica 21 novembre 2010

Rieccoci!


In realtà siamo rientrati già la settimana scorsa, ma tornare a casa (e al lavoro) dopo 26 giorni di ferie è stato abbastanza scioccante.
Mi sono trovata sommersa dai panni da lavare accumulati in un mese di tour degli Stati Uniti (e il "bel" tempo italiano non mi sta aiutando), e dal lavoro rimasto fermo durante la mia assenza... Ma ne è valsa la pena, e sarei pronta a rifarlo subito!

L'America è un paese unico sotto tanti punti di vista, e non tutti positivi. Ma non voglio aprire un dibattito sugli Stati Uniti... Solo pubblicare qualche foto di una delle capitali mondiali del Musical, ovvero New York.

Come tutti dovreste sapere, Broadway significa semplicemente "strada larga", tant'è che ce n'è una in ogni città d'America. Quella di New York taglia Manhattan da cima a fondo, dal Financial District alla fine di Central Park. Ma per noi appassionati di musical è semplicemente "LA STRADA". La strada su cui, da Times square in poi si affacciano tutti i teatri della città. 


Proprio in Times Square (che non è una piazza secondo i nostri canoni, ma più uno slargo, pur enorme... ) si trova il Minskoff Theater, dove dal 2006 è in scena il Re Leone. Ma il teatro potrebbe anche passare inosservato, vista la quantità enorme di pubblicità ad altri spettacoli che è presente sulla piazza:



Nel centro di Times Square si trova il famoso TKT Booth, dove a partire dal pomeriggio vengono venduti a prezzi ridotti i biglietti per gli spettacoli della sera stessa. (oppure in mattinata vengono venduti i biglietti per la matinée). Ammetto la mia snobberia: non ci sono andata. Poco dopo le 2 si era creata una coda enorme, e farla tutta voleva dire sottrarre tempo al nostro giro turistico della città... e magari non trovare neanche i biglietti, che invece ho comprato ad un prezzo accessibile in un centro per turisti senza fare neanche molta fila... :-)



Il mio neo marito aveva affidato a me la scelta dello spettacolo da vedere (uno soltanto su quattro notti a New York), e io ero piuttosto indecisa. L'offerta è vastissima, e si va da musical leggeri a spettacoli un po' meno divertenti. Avevamo deciso di comune accordo di non vedere spettacoli che avevamo già visto, per cui niente "Wicked" e niente "Mamma mia!".  Ci sono stati offerti biglietti a prezzi stracciati per "American Idiot" (preoccupante, considerando che lo spettacolo ha aperto quest'anno) e per Chicago: poteva essere una scelta al risparmio. Avevo letto recensioni entusiastiche del nuovo West Side Story, e di "In the Heights", e soprattutto il primo mi interessava molto. Pensavo anche che uno spettacolo tratto da un film potesse interessare in maniera maggiore Federico, che almeno avrebbe conosciuto già la trama. Chi non conosce "Mary Poppins" o "Billy Elliott"?? 
"But a voice filled my spirit with a strange, sweet sound - in that night there was music in my mind - and through music my mind began to soar...." Non riuscivo a togliermi dalla testa l'idea che DOVEVO vedere ancora una volta il Fantasma dell'Opera, risentirlo nella sua purezza, prima che il film e il suo malefico sequel ne rovinassero il suo godimento per ogni vero Phan. 
Il musical permea anche la cultura popolare di New York: date un'occhiata a queste maglie che abbiamo visto nel negozio delle M&M's (sempre a Times Square)

 

Certo, le famose pastigliette di cioccolata sono le protagoniste, ma i riferimenti agli spettacoli di maggior successo di New York sono chiari anche a chi non è un appassionato di teatro. Ho cercato disperatamente di comprare quella con Wicked, ma l'unica taglia disponibile era l'extra large. Considerando che porto una media, mi è sembrato un acquisto un po' avventato, e ho rinunciato... :-(

Ah, non vi ho ancora detto che cosa sono andata a vedere alla fine? Risposta ovvia, miei cari...

... e recensione a seguire nei prossimi giorni.

martedì 12 ottobre 2010

Mi perdonerete...

Se in questo ultimo periodo ho tralasciato un po' il blog, presa tra il lavoro (siamo anche sottorganico, visto che un collega è malato da oltre un mese e mezzo... ) e gli ultimi preparativi per il matrimonio (quasi -3 giorni).


Però vi segnalo il sito ufficiale della produzione inglese di Rebecca, che aprirà nella primavera del 2011 nel West End...  (mi raccomando l'audio!). Altre informazioni in arrivo presto, si spera...

domenica 26 settembre 2010

E questi sarebbero articoli??

Trovo sul Corriere Milano un articolo relativo all'apertura di Mamma Mia! al Nazionale.
Sapendo che lo spettacolo ha aperto venerdì sera, pensavo che si trattasse di una recensione della prima. E invece, leggendo l'articolo, ho trovato solo una serie di fatti e numeri sullo spettacolo, con qualche notizia sul cast.


Per scrivere un pezzo così non c'era certo bisogno di scomodare la prima firma "teatrale" del Corriere (con cui tra l'altro mi trovo spesso in disaccordo...)... Bastava copiare un comunicato stampa dello spettacolo e attribuirlo magari a "Redazione Online"...


Io continuo a cercare qualche recensione un po' più approfondita sullo show... Se lo trovo vi avviso!

domenica 5 settembre 2010

Come si fa a dargli torto...

Da musicalzentrale.de: (traduzione molto veloce)


"All'avvio della stagione 2010/211, le VBW annunciano un picco nelle presenze.
Sia il musical di Udo Jürgens "Ich war noch niemals in New York" al Raimund Theater che la nuova versione di "Tanz der Vampire" al Ronacher hanno riscosso prima della pausa estiva un grosso successo con il pubblico viennese.
"Ich war noch niemals in New York" ha richiamato in 99 repliche più di 120.000 spettatori, raggiungendo così un "carico" del 99%. Per "Tanz der Vampire", ci sono stati oltre 270.000 spettatori in 273 repliche, con un carico del 97,3%, con risultati molto positivi. Secondo una comunicazione, questo trend è confermato anche per la prossima stagione.
Ultimamente le VBW con produzioni come "Rudolf", "Frühlings Erwachen" e "The Producers" avevano subito diversi flop finanziari."


Io sono sempre stata contraria a proporre spettacoli visti e rivisti (come Tanz, che praticamente fin dal suo debutto è sempre stato in scena, vuoi ad Amburgo, vuoi a Stoccarda o a Essen) e anche a cercare sempre il facile successo con musical allegri di poco spessore. Ma mi sa che alla fine hanno ragione i capoccioni delle VBW...


In particolare mi stupisce il risultato di "Ich war noch niemals...": 120.000 spettatori in 100 repliche significano 1200 spettatori ogni sera... E non mi sembra che si tratti di uno spettacolo che può attirare spettatori da oltreconfine, visto che Udo Juergens non è proprio un nome noto dello "show biz"... Quindi conta presumibilmente su un'audience tutta austriaca, che di sera in sera va a cantare le canzoni come "Griechischer Wein" e compagnia bella...

giovedì 26 agosto 2010

Lo ammetto...

 


Dopo due settimane passate ad ascoltare e scegliere canti religiosi e salmi biblici, è stato con un certo sollievo e con grande piacere che stamani mi sono presa il mio lettore mp3 e mi sono ascoltata un po' di sani vecchi musical...


E poco male se nel mezzo ci è capitato "Gott ist tot", o "Jesus Christ Superstar"...

mercoledì 11 agosto 2010

Bah...

Quando si dice sfruttare il fenomeno del momento...


Guardate il nuovo poster per Tanz der Vampire che è apparso sia a Stoccarda che a Vienna:



Non so perché, ma a me ricorda non poco questo...



La "bella" abbracciata al suo vampiro, che guarda verso l'osservatore... Chissà se al Ronacher stanno cercando di attirare il pubblico di teenagers che legge Twilight...  Certo, al momento i vampiri sembrano tirare, e forse alle VBW fanno bene a cercare di sfruttare il trend commerciale. Ma ho l'impressione che le ragazzine che sbavano per Edward e Bella potrebbero rimanere deluse dal fatto che Von Krolok non è innamorato di Sarah (e forse neanche lei di lui), e che alla fine i due non si sposano e fanno baby-vampiri...

venerdì 30 luglio 2010

A presto!


 


Signori cari, vado in ferie. Qualche giorno di relax e poi un'unica lunga tirata fino ad ottobre... Ci dirigiamo al fresco, a Dublino. Per una volta non ho piani musical-i, anche se posso sempre cambiare idea in corso d'opera, ammesso che l'Irlanda offra qualche bello show.


Buone vacanze a tutti... Ci si rilegge tra una decina di giorni!

giovedì 29 luglio 2010

Che sta succedendo alla Rai?

Causa guasto al ripetitore, da un mese a casa mia si vedono solo i tre canali Rai. Ebbene, davanti ai miei occhi increduli ho visto passare svariate volte le pubblicità del Rigoletto e dell'opera popolare di Michele Guardì "I promessi sposi".


Che la nostra tv si sia improvvisamente convertita alla Cultura con la C maiuscola? Che cerchi di ripristinare le serate teatrali che andavano nei lontani anni '60? Come cantava Battisti "Lo scopriremo solo vivendo"...


(comunque voglio ritornare sui Promessi sposi di Guardì... Appena il lavoro mi lascia un po' di tempo libero... )

giovedì 22 luglio 2010

Matrimoni... musical-i

(che ci volete fare, in questo periodo non ho altro per la testa... )


Ieri ci siamo definitivamente compromessi: siamo andati a firmare la cosiddetta “promessa di matrimonio”. (in realtà niente più che una formalità burocratica... Due firme in calce a un foglio stampato dall'impiegata del comune. E pensare che in certe parti d'Italia si invitano i parenti e si festeggia in grande stile...)


Comunque, non era di questo che volevo parlare.
In questo momento sto cercando di scegliere le canzoni per la cerimonia in chiesa... E per quanto io sia rispettosa della tradizione (e della mia cantante!), non posso fare a meno di pensare a quanto mi piacerebbe inserire qualche pezzo da musical...
Tra l'altro, nei musical non mancano i matrimoni... :-) Ce n'è uno nei Misèrables, tra Marius e Cosette, che però personalmente non mi piace molto (anche perché è seguito da quella scenetta odiosa che è “Beggars at the feast”). Ce n'è uno in Jekyll and Hyde, ma quello che si vede principalmente è la festa dopo il matrimonio. Non manca ovviamente nel “Romeo & Juliette” di Presgurovic (“Aimer”), e, come segnalavo l'altro giorno, si sposano anche Jamie e Cathy in “The last five years”.
Il pezzo che si avvicina di più ad un matrimonio religioso è secondo me “To have and to hold” da “The beautiful game”, che effettivamente si svolge in chiesa, davanti ad un prete cattolico.


Ma in realtà, quello che sarebbe sempre piaciuto a me sarebbe stato utilizzare “The point of no return” all'ingresso in chiesa. Come potrebbe essere attraversare la navata della chiesa dicendo:


“Past the point of no return – no backward glances
the games we've played till now are at an end
Past all thought of “If” or “When” - no use resisting
abandon thought and let the dream descend
What raging fire shall flood the soul?
What rich desire unlock its door?
What sweet seduction lies before us?
Past the point of no return – the final threshold
what warm unspoken secrets will we learn
beyond the point of no return”


D'accordo, forse un po' troppo passionale per un matrimonio religioso, ma sfido l'italiano medio a capire le liriche del fantasma... (tra l'altro a me la canzone piace molto anche con le sue liriche viennesi originali: "Osa con me l'ultimo passo – e lascia il mondo dei dubbi dietro di te – liberati con un passo dei tuoi pensieri – e continua il tuo sogno insieme a me”.)
Comunque, sempre meglio il fantasma e il suo desiderio che non Mina Harker e il Dracula di Wildhorn:


“I step across the line for you
I plunge myself in mortal sin
I sacrifice my soul to be your bride
I give into the feelings I can't hide”
... 
Qui c'è effettivamente da rischiare la scomunica...


Mi sa che alla fine resterò sul più classico "Dolce sentire", da "Fratello sole sorella luna". Però che ci posso fare se queste canzoni che trasudano passionalità mi piacciono da morire??
E qualche consiglio dai lettori?? Che musical si adatterebbe secondo voi ad una cerimonia?

martedì 20 luglio 2010

L'album del mese - The last five years

Vorrei cercare di inaugurare una nuova serie di post, dove affrontare una volta al mese un album (non obbligatoriamente nuovo o di recente uscita) che mi ha colpito in qualche modo. E in questo mese di luglio vorrei cominciare con “The Last Five Years”, spettacolo del 2002 che però ho scoperto solo recentemente. Ammettiamolo: non è il miglior spettacolo per una persona che si prepara al matrimonio, ma che ci posso fare… Lo show mi ha conquistato poco a poco.


La trama è così semplice da risultare banale: due partner raccontano la propria storia d'amore finita male dopo cinque anni insieme. Ma c'è un ma. Jamie descrive la propria relazione con Cathy dall’inizio alla fine, mentre lei racconta la storia dal momento della rottura a quello in cui si sono conosciuti. Farò un'altra ammissione: è stato dura digerire la doppia linea temporale, soprattutto la parte di Cathy, che richiede una maggior concentrazione per essere seguita all’indietro.
Cathy è un'aspirante attrice che non riesce a sfondare, mentre Jamie è uno scrittore che trova un editore disposto a pubblicare i suoi lavori. E così, mentre la carriera di Jamie decolla, il suo matrimonio con Cathy naufraga tra le incomprensioni. I bene informati dicono che la storia rispecchi la relazione del compositore Jason Robert Brown con la moglie... E può darsi che sia così, visto come, in maniera sottile, Jamie risulta più simpatico di Cathy, che con le sue paure e le sue insicurezze si chiude in se stessa e risulta l’anello debole della coppia. Insomma, Cathy sembra la classica moglie frustrata, mentre Jamie emerge come un personaggio positivo che finisce per tradire la moglie perché estenuato dal comportamento di lei. (personalmente non credo a queste storie, ma questo è quello che secondo me viene fuori dall’ascolto del CD. Se mi sono persa qualcosa, sono lieta di integrare).


Chiaramente, le canzoni all’inizio della relazione sono più “vivaci” di quelle in cui i due protagonisti riconoscono il fallimento della loro storia, e il fatto che le due linee temporali si intersechino fa sì che il musical non accumuli troppi pezzi “pesanti” dalla metà in poi.
E le canzoni sono sicuramente un punto di forza dello spettacolo. Sono divertenti, riflessive, commoventi, a seconda del momento. Sono allegre e ottimiste quando la storia d'amore è all'inizio, e di conseguenza hanno un ritmo veloce: tra queste rientrano sicuramente “Shiska Goddess”, in cui Jamie dichiara il suo amore per Cathy con una serie di affermazioni quantomeno originali...
(“If you had a tattoo, that wouldn't matter
If you had a shaved head, that would be cool”
“If you drove an R.V., that wouldn't matter
If you like to drink blood, I think it's cute”
...),
ma anche “Moving too fast”, e, dalla parte di Cathy, “Climbing uphill”, con la scena dell'audizione che fa molto Chorus Line e “I can do better than that”, in cui Cathy porta Jamie a conoscere i propri genitori e dichiara il proprio amore per lui:
“You don't have to put the seat down
You don't have to watch the news
You dont' have to learn to tango
You don't have to eat prosciutto
You don't have to change a thing
Just stay with me”


Comunque, per quanto queste canzoni siano orecchiabili e carine, le mie preferite sono quelle più sentimentali. Prima tra tutte “The Schmuel song”, una canzone dal vago sapore Yiddish (del resto Jamie è ebreo ) dove Jamie racconta una storia sull'importanza del tempo a Cathy, e cerca di convincerla ad essere ciò che si sente:
“Plenty have hoped and dreamed and prayed
But they can't get out of Klimovich
If Schmuel had been a cute goyishe maid
He'd've looked a lot like you”

“But shouldn't I want the world to see
The brilliant girl who inspires me?
Don't you think that now's a good time to be
The ambitious freak you are?
Say goodbye to wiping ashtrays at the bar
Say hello to Cathy Hiatt, big-time star!”


E poi ci sono i due duetti: “The next ten minutes”, esattamente a metà dello spettacolo, dove Jamie e Cathy interagiscono nel momento in cui si sposano, e il numero finale dello show, “Goodbye until tomorrow/I could have never rescued you”.
Qui Cathy saluta Jamie dopo il loro primo appuntamento, mentre Jamie lascia l'appartamento che ha diviso con la moglie. E così, mentre lei è felice perché sente che Jamie è l'uomo per lei, lui le scrive un biglietto d'addio. Il modo in cui le due parti della canzone si contrappongono è tale da suscitare chiaramente una reazione: nello stesso momento vanno in scena esattamente l'inizio della storia d'amore, con l'eccitazione e l'entusiasmo, e la sua fine, con la delusione e l'amarezza.
Diverso è il discorso per “The next ten minutes”: qui le linee temporali dei due personaggi si intersecano, e finalmente c'è interazione tra Jamie e Cathy. Jamie inizia la canzone da solo, viene raggiunto da Cathy per il momento del matrimonio e la lascia da sola mentre le due linee temporali si separano nuovamente in direzioni contrarie. E anche se lo spettatore/ascoltatore sa già cosa succederà, non può fare a meno di sentire che almeno in quel momento il loro sentimento è genuino:
“JAMIE: Will you share your life with me
CATHERINE: Forever
JAMIE: For the next ten lifetimes?
CATHERINE: Forever, Jamie
JAMIE: For a million summers
BOTH: Till the world explodes
Till there's no one left
Who has ever known us apart”


I due attori, Norbert Leo Butz e Sherie Rene Scott riescono a esprimere veramente l'evoluzione dei personaggi, da giovani e innamorati a disillusi (o viceversa...). E il fatto che abbiano due voci veramente notevoli non guasta. Se volete un consiglio, date una chance a questo show...

giovedì 8 luglio 2010

Tosca è fuggita...

... e come darle torto...


Dunque, prima di andare al mare (un mese fa... ) vi avevo lasciato con la promessa di una recensione della “Tosca” di Dalla che è andata in onda su Rai1 (con risultati abbastanza modesti a livello di audience, a quello che ho letto online).


Premetto che non sono una fan di Dalla né di questa sua opera popolare, di cui conosco solo il CD. Però un musical in prima serata a costo zero mi era sembrato interessante. Bene, fatemelo dire: se questa è la cultura in TV, ridateci il Grande Fratello!


Uno spettacolo sconclusionato, senza né babbo né mamma, senza una linea musicale omogenea, che butta nel mucchio un po' di tutto, dagli acrobati alla Notre Dame, all'interrogatorio rap di Mario, passando per ballerine scosciate e sculettanti.
Le canzoni veramente memorabili si contano sulle dita di una mano: “Amore disperato”, “Luce dei miei occhi”, “Giuro”... Tutte ballatone romantiche – classiche. La maggioranza delle altre canzoni è discreta, ma non ci sono pezzi che si elevano. E tuttavia, se le canzoni sono nella media, il recitativo che porta avanti la storia è decisamente noioso. Del resto, il recitativo è noioso quando lo scrive un grande come Lloyd Webber (vedere Woman in White per credere), figuriamoci se lo affidiamo a Dalla...
Questo show risente dello stesso problema di Notre Dame de Paris (sarà un caso che sia dello stesso produttore??): è statico, perché gli attori cantano sempre fronte pubblico, senza interagire tra di loro. Per movimentare le scene si ricorre allora ai balletti e alle coreografie (Erzalow, ancora lui) che sono però completamente slegate dall'azione vera e propria.


Almeno per me però il problema principale di questo spettacolo è comunque l'aspetto caricaturale e “over the top” di tutti i personaggi. Uno su tutti Scarpia: look da cattivo dei fumetti, costume preso in prestito da Matrix, e testi del genere “Ti ammazzo, ti uccido, ti impicco e rido”...  Come si fa a prendere sul serio un cattivo così? I versi forse vorrebbero sottolineare la crudeltà del personaggio, ma abbinati a quella faccetta da sparviero, a quei baffetti da Super Mario ottengono tutt'altro effetto.
Anche Spoletta, lo sgherro di Scarpia, è piuttosto strano. Non capisco il senso di avere la canzone “Dio, dio, dio” (se non per inserire le famose suore ballerine??), ma non si può avere un personaggio che per tutto lo show è irriverente, sarcastico, cattivo e poi, tutto ad un tratto, senza che niente ce lo abbia preannunciato, diventa preoccupato per Angelotti, quasi paternalistico.


La trama, almeno quella, è sempre quella originale. Eppure, in qualche momento ci si domanda dove stia andando Dalla... Oltre alla già citata “Dio, dio, dio”, anche “Mortacci tua” sembra un po' un inserimento per allungare la broda, visto che non aggiunge niente alla storia. Ma anche sul finale ci sono dei momenti un po' così. Prima di tutto le due canzoni “Suicidio” e “Il mio uomo”, che interrompono lo sviluppo dell'azione. Insomma, siamo nel mezzo dell'interrogatorio di Mario, è appena stato condannato a morte... E tu, compositore/librettista fermi per oltre 10 minuti lo sviluppo della storia principale? E tra l'altro con due pezzi decisamente brutti? Non c'era un produttore che potesse consigliare una posizione alternativa per questi due pezzi?
Ma anche nella scena dell'accoltellamento Dalla tira troppo la corda... Per quante volte il povero Scarpia deve ripetere “Dammi le tue labbra”, prima che finalmente Tosca si decida a ammazzarlo?? La scena è intensa, ma non c'è bisogno di spremerla fino al momento in cui lo spettatore comincia a chiedersi se il disco s'è inceppato...  Idem per il finale: nell'originale non appena Tosca realizza che Mario è morto, si uccide. In questo adattamento ci pensa su quattro minuti buoni... E basta!! Ad un certo punto ci si domanda quanto ci vorrà ancora...


Insomma, per me questo spettacolo non raggiunge la sufficienza, né per la musica, né per la regia, né per la messa in scena. Gli artisti sono bravi, ma con una storia così revisionata hanno poco spazio per sviluppare i loro personaggi. Eppure, sembra che quest'opera sia un grande successo. Boh. Sarò io che sono esterofila, che ci posso fare??

lunedì 5 luglio 2010

Non si finisce mai di imparare...

Stamani navigavo svogliatamente in internet, cercando di rintracciare gli interpreti originali della vecchia canzone "Ed ho in mente te". E così sono incappata in un sito dedicato a "Musica e memoria", che dedica un ampio spazio alle traduzioni delle canzoni che andavano tanto di moda degli anni '60 (tipo "Pregherò" di Celentano che ricalcava "Stand by me", la traduzione di "Delilah" di Tom Jones etc etc....).


Tra un brano pop e l'altro, leggo questo paragrafo che mi fa accapponare la pelle...


Il caso più imbarazzante in assoluto è rappresentato dalla mitica traduzione del pezzo trainante del musical di Andrew Lloyd-Webber e Tim Rice, Jesus Christ Superstar, pubblicata nei primi anni '70 da un complesso della scuderia Battisti (la casa discografica Numero 1, alla quale facevano capo anche i Formula 3), i "Flora, fauna e cemento", con i quali ha fatto i primi passi musicali anche Gianna Nannini (ma non con questo pezzo), il loro primo successo era stato "Mondo blu", poi è arrivata questa incredibile cosa.
Difficile comprendere infatti se era ignoranza, sciatteria, provocazione, divertimento (forse erano precursori della canzone demenziale tipo Elio e le storie tese); fatto è che hanno preso una canzone che parlava di Gesù Cristo e della sua vicenda terrena, in un musical che voleva portare questa vicenda al mondo dei giovani di allora, e la hanno trasformata in una specie di canzone d'amore, anzi di corna, dove "Superstar" è una ragazza leggera (diciamo così) alla quale sono dedicati gli immortali versi:
"Lei non c'è, lei non c'è
esce con tutti ma non con te
vieni al bar, vieni al bar
e lascia perdere Superstar"

Non sapevano di cosa parlava la canzone originale perché avevano fatto francese a scuola? Non gliene importava niente? Hanno scritto questa traduzione vagamente blasfema come provocazione post-sessantottesca? Propendo per la seconda ipotesi, ma se qualcuno ha spiegazioni migliori me lo faccia sapere. Bisogna dire che comunque dopo questo pezzo (che trasmettevano anche per radio, lo ricordo ad "Alto gradimento") sono praticamente svaniti nel nulla.


A questo punto, stuzzicata nella mia curiosità, sono andata a leggere il testo completo di questo capolavoro della traduzione "free"... Penso che i miei professori all'università mi avrebbero sbattuto fuori a pedate per aver proposto un adattamento di questo genere...