martedì 20 novembre 2012

Phantom 25th - Mackintosh colpisce ancora!



Se già non è frequente che uno spettacolo raggiunga i 25 anni di rappresentazioni, il fatto che due show nell'arco di un anno raggiungano questo ragguardevole traguardo dev'essere più unico che raro in tutti i tipi di teatro.
Eppure, un anno dopo il maestoso 25th Anniversary Concert dei “Les Miserables”, è tempo anche per Sir Lloyd Webber di festeggiare il quarto di secolo del suo show più celebre, “The Phantom of the Opera”. La versione “concerto“ di questo show è andata in scena alla Royal Albert Hall nell'ottobre del 2011 e si è trattato di un evento sicuramente molto curato e ben fatto, anche se forse non è stato epico come ci si sarebbe potuti aspettare da un venticinquesimo anniversario.
Rispetto al già citato concerto de “Les Miserables”, questo è molto più spettacolo e molto meno concerto. I set non sono completi, ma sfruttando gli oggetti di scena e le proiezioni su maxischermi vengono ricreate diverse ambientazioni e diversi momenti. C'è persino il lago sotterraneo con la barca che lo solca e i candelabri che si alzano dall'acqua, e il rifugio del Fantasma è degno di qualsiasi palco stabile, altro che concerto!
I costumi sono quelli originali disegnati da Maria Bjornson, ed è bello poterli vedere da vicino con tutte le loro rouches e i loro ricami dettagliatissimi.
Il cast è giovane ma già di esperienza: sia Sierra Boggess che Ramin Karirmloo hanno già interpretato Christine e il Fantasma sia nella sua versione originale che nel sequel “Love never dies”.
Ramin Karimloo ha una voce calda e potente, veramente adatta al ruolo. Il suo Fantasma è talvolta insicuro, come in “Music of the night”, dove rifugge dal contatto fisico con Christine, che invece in quel momento lo cerca, ma sa anche essere dominante quando si trova nel suo ruolo principe, quello di Angel of music (“The Mirror” e la già citata “Wandering child”).
Non mi convince del tutto la lettura data dal regista di Raoul (Hadley Fraser) che mi sembra troppo ruvido e poco tenero con Christine. A questo proposito, la scena di “Why have you brought me here” è esemplificativa. Christine fugge spaventata dal palco dell'opera portandosi dietro il suo amato, la persona che dovrebbe esserle più vicina di tutti... E invece Raoul sembra scocciato da questo contrattempo e quasi convinto che veramente Christine sia impazzita. Se la cava meglio in “All I ask of you”, ma torna freddo e scocciato in “Notes – Twisted ev'ry way”...
Ed infine Sierra Boggess. Sierra è una Christine splendida, sia fisicamente (cosa che secondo me non guasta), sia dal punto di vista attoriale. Disegna chiaramente l'arco delle emozioni del personaggio, dal primo trionfo in “Think of me”, dove sembra che stare sul palco sia la cosa che la rende più felice al mondo, alla fascinazione con il Fantasma in “Music of the Night” alla paura in “Why have you brought me here”. E poi ancora, è toccante in “Whishing you were somehow here again” e “Wandering child”, dove in un momento di debolezza è pronta a tornare sotto l'ala protettiva del Fantasma, ma torna seducente in “Point of no return” per dimostrare poi il suo carattere nella scena finale.
Questa Christine non odia mai il Fantasma, anzi in diversi momenti prova compassione per lui (come in “Stranger than you dreamt it”, ma anche durante la scena finale). L'unica cosa che non mi convince in questa interpretazione è la parte finale della scena finale (sorry), quando Christine torna nel sotterraneo per restituire l'anello al Fantasma. A questo punto è ovvio che Christine provi tristezza e sia dispiaciuta, ma Sierra versa calde lacrime e sembra non voler lasciare Erik, anzi... Sembra quasi che canti l'ultima strofa di “All I ask of you” più per il Fantasma che non per il fidanzato.
Personalmente, nel comportamento brusco di Raoul e in questa Christine così legata al Fantasma io vedo incombere “Love never dies”. Vengono fatte piccole modifiche che non alterano la storia, ma che cambiano la percezione dei personaggi. Raoul non è più il classico cavaliere con il cavallo bianco, ma anzi è visto come una scelta non così azzeccata per Christine, mentre si intravedono dei sentimenti più profondi per il Fantasma. O forse sono io che sono ossessionata da quel pasticcio di sequel che non riesco neanche a godermi uno show come questo in pace... :-PP
Il resto del cast è tutto più che buono: Carlotta e i manager forniscono i necessari intermezzi comici, e Madame Giry è ambigua al punto giusto, tanto da far dubitare da che parte sta.
Come sempre in queste celebrazioni, alla fine della rappresentazione vengono introdotti alcuni protagonisti storici dello spettacolo. In questo caso arrivano Colm Wilkinson (Fantasma originale in Canada), Anthony Warlow (Fantasma in Australia), John Owen Jones (il Fantasma con il maggior numero di show a Londra) e Peter Joback, attuale Fantasma londinese. A loro si unisce la Musa di Andrew Lloyd Webber, Sarah Brightman in persona, e i cinque (o meglio i sei, visto che Ramin si unisce a loro) intonano “Phantom of the Opera” e poi “Music of the night”. E' presente tutta la compagnia Londinese originale, tra cui anche Michael Crawford, che sembra emozionatissimo, ma che non apre mai bocca. Peccato, sarebbe stato bello risentirlo a tanti anni di distanza nel ruolo che per primo gli dette la fama. Non resta che aspettare il 30. anniversario per vedere cosa succederà. :-)