martedì 20 luglio 2010

L'album del mese - The last five years

Vorrei cercare di inaugurare una nuova serie di post, dove affrontare una volta al mese un album (non obbligatoriamente nuovo o di recente uscita) che mi ha colpito in qualche modo. E in questo mese di luglio vorrei cominciare con “The Last Five Years”, spettacolo del 2002 che però ho scoperto solo recentemente. Ammettiamolo: non è il miglior spettacolo per una persona che si prepara al matrimonio, ma che ci posso fare… Lo show mi ha conquistato poco a poco.


La trama è così semplice da risultare banale: due partner raccontano la propria storia d'amore finita male dopo cinque anni insieme. Ma c'è un ma. Jamie descrive la propria relazione con Cathy dall’inizio alla fine, mentre lei racconta la storia dal momento della rottura a quello in cui si sono conosciuti. Farò un'altra ammissione: è stato dura digerire la doppia linea temporale, soprattutto la parte di Cathy, che richiede una maggior concentrazione per essere seguita all’indietro.
Cathy è un'aspirante attrice che non riesce a sfondare, mentre Jamie è uno scrittore che trova un editore disposto a pubblicare i suoi lavori. E così, mentre la carriera di Jamie decolla, il suo matrimonio con Cathy naufraga tra le incomprensioni. I bene informati dicono che la storia rispecchi la relazione del compositore Jason Robert Brown con la moglie... E può darsi che sia così, visto come, in maniera sottile, Jamie risulta più simpatico di Cathy, che con le sue paure e le sue insicurezze si chiude in se stessa e risulta l’anello debole della coppia. Insomma, Cathy sembra la classica moglie frustrata, mentre Jamie emerge come un personaggio positivo che finisce per tradire la moglie perché estenuato dal comportamento di lei. (personalmente non credo a queste storie, ma questo è quello che secondo me viene fuori dall’ascolto del CD. Se mi sono persa qualcosa, sono lieta di integrare).


Chiaramente, le canzoni all’inizio della relazione sono più “vivaci” di quelle in cui i due protagonisti riconoscono il fallimento della loro storia, e il fatto che le due linee temporali si intersechino fa sì che il musical non accumuli troppi pezzi “pesanti” dalla metà in poi.
E le canzoni sono sicuramente un punto di forza dello spettacolo. Sono divertenti, riflessive, commoventi, a seconda del momento. Sono allegre e ottimiste quando la storia d'amore è all'inizio, e di conseguenza hanno un ritmo veloce: tra queste rientrano sicuramente “Shiska Goddess”, in cui Jamie dichiara il suo amore per Cathy con una serie di affermazioni quantomeno originali...
(“If you had a tattoo, that wouldn't matter
If you had a shaved head, that would be cool”
“If you drove an R.V., that wouldn't matter
If you like to drink blood, I think it's cute”
...),
ma anche “Moving too fast”, e, dalla parte di Cathy, “Climbing uphill”, con la scena dell'audizione che fa molto Chorus Line e “I can do better than that”, in cui Cathy porta Jamie a conoscere i propri genitori e dichiara il proprio amore per lui:
“You don't have to put the seat down
You don't have to watch the news
You dont' have to learn to tango
You don't have to eat prosciutto
You don't have to change a thing
Just stay with me”


Comunque, per quanto queste canzoni siano orecchiabili e carine, le mie preferite sono quelle più sentimentali. Prima tra tutte “The Schmuel song”, una canzone dal vago sapore Yiddish (del resto Jamie è ebreo ) dove Jamie racconta una storia sull'importanza del tempo a Cathy, e cerca di convincerla ad essere ciò che si sente:
“Plenty have hoped and dreamed and prayed
But they can't get out of Klimovich
If Schmuel had been a cute goyishe maid
He'd've looked a lot like you”

“But shouldn't I want the world to see
The brilliant girl who inspires me?
Don't you think that now's a good time to be
The ambitious freak you are?
Say goodbye to wiping ashtrays at the bar
Say hello to Cathy Hiatt, big-time star!”


E poi ci sono i due duetti: “The next ten minutes”, esattamente a metà dello spettacolo, dove Jamie e Cathy interagiscono nel momento in cui si sposano, e il numero finale dello show, “Goodbye until tomorrow/I could have never rescued you”.
Qui Cathy saluta Jamie dopo il loro primo appuntamento, mentre Jamie lascia l'appartamento che ha diviso con la moglie. E così, mentre lei è felice perché sente che Jamie è l'uomo per lei, lui le scrive un biglietto d'addio. Il modo in cui le due parti della canzone si contrappongono è tale da suscitare chiaramente una reazione: nello stesso momento vanno in scena esattamente l'inizio della storia d'amore, con l'eccitazione e l'entusiasmo, e la sua fine, con la delusione e l'amarezza.
Diverso è il discorso per “The next ten minutes”: qui le linee temporali dei due personaggi si intersecano, e finalmente c'è interazione tra Jamie e Cathy. Jamie inizia la canzone da solo, viene raggiunto da Cathy per il momento del matrimonio e la lascia da sola mentre le due linee temporali si separano nuovamente in direzioni contrarie. E anche se lo spettatore/ascoltatore sa già cosa succederà, non può fare a meno di sentire che almeno in quel momento il loro sentimento è genuino:
“JAMIE: Will you share your life with me
CATHERINE: Forever
JAMIE: For the next ten lifetimes?
CATHERINE: Forever, Jamie
JAMIE: For a million summers
BOTH: Till the world explodes
Till there's no one left
Who has ever known us apart”


I due attori, Norbert Leo Butz e Sherie Rene Scott riescono a esprimere veramente l'evoluzione dei personaggi, da giovani e innamorati a disillusi (o viceversa...). E il fatto che abbiano due voci veramente notevoli non guasta. Se volete un consiglio, date una chance a questo show...

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