venerdì 31 ottobre 2008

Frank Wildhorn's Dracula

Tempo fa parlavo della mia ultima ossessione… Il Dracula di Wilhorn. Ho avuto modo di sentire il CD del cosiddetto “Graz recording”, con Thomas Borchert, Uwe Kröger, Jesper Tydén, Lyn Liechty, e mi ha completamente conquistato.
Non sono mai stata un’appassionata di vampiri, per cui non conosco il romanzo di Bram Stoker da cui è stato tratto il musical, anche se l’ho comprato l’ultima volta che sono stata a fare shopping in libreria. Also, non so dire se e quanto il romanzo sia stato adattato per il palcoscenico… So solo che si tratta della storia del vampiro Dracula che si invaghisce di Mina, la fidanzata dell’avvocato Jonathan Harker. A sua volta, la ragazza è attratta dal misterioso conte, ma Jonathan, con l’aiuto del cacciatore di vampiri Van Helsing, cerca di salvarla dal morso fatale.


Secondo me Wildhorn ha azzeccato uno score ben miscelato, tra sound rock e ballate melodiche, con momenti di tensione e altri più riflessivi, e con linee melodiche che si ripropongono e si intrecciano in vari momenti dello spettacolo. Certo, a volte le canzoni richiamano Jekyll & Hyde (e stamani, ascoltando una canzone da The Scarlet Pimpernel mi sembrava di ascoltare un pezzo di Dracula), ma penso che ogni compositore abbia la sua “cifra” stilistica, e che la riproponga anche inconsciamente in ogni cosa che scrive (diverso è il discorso per i pezzi copia-incollati di spettacolo in spettacolo, che farò in un altro momento ). Gli attori sono tutti in ottima forma: bravissimo come al solito Thomas Borchert, nel suo secondo ruolo da vampiro dopo quello di Von Krolock, e molto convincente anche Lyn Liechty (già Lucy in Jekyll & Hyde a Brema). Secondo me, è discreto anche Uwe Kröger nel ruolo del cacciatore di vampiri Van Helsing (ma potrei essere di parte ), e bravo Jesper Tydén nel ruolo più romantico di Jonathan.


I brani che preferisco sono quelli dal sound più rock, più in stile Wildhorn. La coinvolgente “Ein Leben mehr”, dove Dracula prospetta a Mina la sua vita con lui, non mi stanca mai. Lo stesso vale per “Die Zugsequenz”, con le due melodie che si intersecano, il brano scritto appositamente per la produzione austriaca “Zu Ende” (duetto tra Dracula e Van Helsing) e il Finale. Ma anche la più riflessiva “Lass mich dich nicht lieben”, dove nonostante tutto Mina cerca di fuggire dall’attrazione che prova per Dracula, e il primo solo di Dracula, “Einsamer Mann”.
Un gradino sotto ci metto un’altra serie di canzoni, tra cui “Whitby bay”, “Ein perfektes Leben” e la simpaticissima ma un po’ fuori luogo “Wie wählt man aus”, in cui Lucy, l’amica di Mina, cerca di decidere chi sposare tra i tre pretendenti alla sua mano.
Più noisette le canzoni di Jonathan come “Frost an einem Sommertag” o “Jonathans Versprechen”, e l’altro pezzo scritto apposta per la versione tedesca, il solo di Van Helsing “Roseanne”, che ad essere sinceri non si intona al meglio con le varie linee musicali dell’opera. E poi non mi colpiscono granché neanche i brani lenti, come “Nebel und Nacht” e la sua reprise. Ho come l’impressione che Wildhorn non riesca a scrivere per le donne canzoni intriganti come quelle che scrive per i suoi eroi. Anche in Jekyll & Hyde tendo a saltare “Someone like you”, “A new life”, “Sympathy, tenderness”… Si vede che non riesce ad esprimere il momento riflessivo delle donne …


Come al solito, esiste una registrazione “Pro-shot” dello spettacolo. Ne ho visto soltanto una parte, e da un certo punto di vista capisco perché il successo di Wildhorn a Broadway sia così limitato. Apparte un Jesper Tydén a torso nudo (visione interessante… ) si vedono le vampire azzannare un bambino in fasce per nutrirsi, e l’atmosfera è piuttosto cupa per tutto il musical. Non proprio quello che le famigliole americane cercano in una serata a teatro.


Comunque, c’è una cosa che disturba anche me in questo spettacolo, e non si tratta di nessuna di quelle appena citate. (segue finale dello show, eventualmente saltare al prossimo paragrafo)
Si tratta dell’improvviso cambiamento di Dracula. Fino a “Die Zugsequenz”, Dracula è pronto a dividere l’eternità con Mina. Poi d’improvviso si rende conto di non poterla costringere a trascorrere con lui una vita fatta di sangue e vittime. Allora canta “Je länger ich lebe” e poi, nella scena finale, chiede alla donna di aiutarlo a concludere la sua vita dissoluta, cosa che lei fa a malincuore, dopo aver tentato di dissuaderlo. Mi sembra che questo cambiamento sia troppo repentino, non annunciato da nessun segnale: mai si è anche solo intuito che il conte non è soddisfatto della sua vita di non-morto, mai si è fatto scrupoli a proposito di Mina… e tutto ad un tratto le chiede di ucciderlo. Forse questo voltafaccia doveva essere almeno un po’ preannunciato, forse qualche dubbio a proposito della sua esistenza Dracula doveva esserselo posto già prima…


Comunque, all in all come dicono gli inglesi, a me questo musical si è piantato nel cervello. Se “Der Graf von Montechristo” si avvicina a questo, sono a cavallo. (ve l'ho detto, su Rudolf sono in posizione d'attesa ) Peccato però che il demo recording di cui vi avevo parlato qui sia stato posposto. E' una cosa tipica di Wildhorn, per cui non mi stupisce più di tanto. Speriamo solo che non succeda come con il Broadway Recording di Dracula, che è stato più volte annunciato e rimandato e poi non è mai uscito...

1 commento:

  1. Hai ragione, il Dracula di Wildhorn, almeno nella versione di Graz, è davvero un bel lavoro, anche se non ho ancora avuto modo di ascoltarlo "organicamente" (del resto, ormai, gli ascolti in pace di un intero musical me li sogno di notte). Riferimenti-citazioni a Jekyll&Hyde sono chiari in alcuni brani, e davvero non sai mai se sono lì per una qualche crisi creativa, per un riciclo di note già pronte o semplicemente perché sono già nella testa del compositore...
    E poi, Thomas Borchert rimane Thomas Borchert: semplicemente il più grande.

    RispondiElimina