mercoledì 23 gennaio 2008

Grease - Un evergreen per tutte le età

Sabato sera, un po' all'ultimo tuffo, mi sono aggregata ai miei genitori che andavano a vedere la produzione di Grease della Compagnia della Rancia al Saschall di Firenze. Che ci volete fare, ad un biglietto "omaggio" non si dice mai di no...


Come ormai ho ripetuto fino allo sfinimento, a me piacciono i drama-musical, quelli con quelle belle storie epiche e tragiche, dove si piange dall'inizio alla fine, mentre questi musical tutti risate e buonumore mi piacciono meno. Però bisogna riconoscere che a livello di pubblico, questi ultimi rendono mooolto di più... Il Saschall è una specie di palazzetto, non un vero e proprio teatro, che contiene quasi 2000 persone. E sabato sera era praticamente stracolmo di gente di tutte le età, dai bambini ai nonni. Se penso che Jekyll & Hyde a Bologna si è svolto davanti ad una platea mezza vuota...


Comunque bisogna ammettere che la qualità dello spettacolo era davvero buona. La Compagnia della Rancia ha riunito un insieme di giovani validi, molti dei quali diplomati alla BSMT, e sinceramente si sentiva che si trattava di gente che ha imparato a cantare. Inoltre, visto che Grease è uno spettacolo molto ballato, bisogna anche sapersi muovere bene sul palco... E anche quello riusciva bene. Si percepiva l'energia dei giovani performers... Invece, mi è sembrata un po' sopra le righe la recitazione di certi personaggi minori, soprattutto all'inizio. Battute un po' "gridate", movimenti un po' esagerati... Ma niente di così terribile, in effetti.


Come ogni volta, però, i soliti problemi: basi registrate (con una pianolina da tre soldi, sosteneva mio babbo), scenografie un po' statiche... Meglio i costumi, almeno secondo me.


Quindi... Per quello che riguarda lo spettacolo, serata piacevole. Per quello che riguarda il pubblico...  Ero seduta nell'ultima fila del "Loggione", quasi negli ultimi posti (quindi anche molto laterale). Bene, due mamme che accompaganvano due bimbe di 6-7 anni hanno fatto sedere le bimbe accanto a me (che si sporgevano di continuo per cercare di vedere la parte di palco che ci restava coperta). Su questo potevo anche soprassedere, visto che comunque a me interessava molto anche solo "sentire" il musical. In compenso le mamme, in piedi dietro le poltroncine delle bambine, hanno cominciato a fare salotto e a raccontarsi i fatti propri, oltre a continuare a cercare di "coinvolgere" le bimbe in quello che succedeva sul palco. "Guarda come fa quello lì!" "Dai facciamo anche noi come lui"...


Cioè, voglio dire... D'accordo, non è una prima della Scala né un grosso spettacolo di prosa... Però non mi sembra esattamente il comportamento da tenere, quello di fregarsene di cosa succede sul palco e per di più di incitare i figli a fare altrettanto (perché, poverette, le bambine stavano buone buone, rapite dall'azione, dai colori, dalla musica)... Mah... Certo, in Italia ci sono problemi più seri, ma questo malcostume imperante mi preoccupa un po'...

3 commenti:

  1. Che il pubblico italiano abbia un concetto stravagante dei Musical, questo è poco ma sicuro. Talvolta mi è capitato di vedere in platea qualcuno che si alzava e ballava ricordandosi magari delle coreografie del film; altre volte mi è parso che la gente si sentisse come liberata dall'"ufficialità" di essere a teatro e che si comportasse come al circo o al varietà (anche se qualcuno mi deve spiegare dove sono oggi i varietà...). Una volta una signora in una fila abbastanza in vista cominciò a chiacchierare fitto con la sua vicina. Alle rimostranze di qualcuno da dietro, lei non si scompose e si girò dicendo "Non siamo nè all'Opera, nè in Chiesa..." e poi continuò come se non fosse niente...
    Insomma con il musical si può, è lecito disturbare, tanto sul palco non c'è un vescovo, nè Abbado...
    Per quanto riguarda GREASE, l'ho visto abbastanza recentemente a Muenchen in uno spettacolo dove la prosa era ridotta all' essenziale e che quindi, in un paio d'ore di danze e canti ravvicinati, ci ha portai direttamente fuori dal teatro tanto che sembrava che lo spettacolo fosse stato più che altro "condensato" e non completamente rappresentato. Però intendiamoci era tutto piacevole e tutto al posto giusto.
    E poi ho visto l'edizione chiamiamola "storica" con la Cuccarini e Ingrassia che trovai professionale e puntigliosa come molti altri spettacoli della Rancia. Ma era la prima volta che vedevo GREASE sul palcoscenico, adesso forse potrei ragionare diversamente.
    Ho la sensazione però che anche senza star questa edizone di GREASE sia all'altezza e che i soldi non siano buttati. Quindi, willkommen GREASE-team!
    Ciao
    Josef

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  2. Anch'io ho alcuni aneddoti sul malcostume italico.
    Quando vidi la mitica tournee di Cats nel 1995, a Milano, accanto a me era seduta una bimba di più o meno 8 anni che sapeva a memoria TUTTE le canzoni. E le cantava pure! La cosa mi stupì e per un po' la lasciai fare... finché diedi un'occhiataccia ai genitori, che compresero, e la misero a tacere (non per altro, ma all'epoca quel biglietto - prima fila in galleria - mi costò la bellezza di 115.000 lire...)
    Un'altra volta, a Trieste, l'associazione dei commercianti offrì al Palasport un mega concerto tutto di musical. Soprassediamo sull'acustica, ovviamente pessima, e la qualità di alcune esecuzioni... ma per carità, sugli spalti c'erano intere famiglie con cani al seguito che facevano veri e propri pic-nic con panini, bibite e gelati!!! Capisco che era il 6 gennaio, c'era aria di festa e il concerto era gratuito, ma a tutto c'è un limite, no?
    Per tornare a Grease... spero di vederlo a Trieste in primavera! E' un musical che mi diverte sempre e non mi stanca mai!

    Franz

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  3. Già, i gelati!! Vogliamo parlare della signorina che prima dell'inizio della rapprensentazione (beh, per lo meno non durante, come allo stadio...) è passata a vendere cornetti e coppette?? Ci mancavano solo i pop corn...
    Per quello che invece riguarda la partecipazione del pubblico, c'è spettacolo e spettacolo. C'è quello dove gli attori stessi incitano e coinvolgono il pubblico, ma ci sono anche spettacoli (e momenti) in cui sarebbe più educato sedere in silenzio... ;-)

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