martedì 9 giugno 2009

Brevissime…

Non so perché, ma ultimamente mi sono persa svariati aggiornamenti… vediamo se riesco a fare un riassuntino veloce delle principali notizie…


Eppur si muove/1
Il progetto “Rebecca a Broadway” prosegue: a Londra si è tenuto un Workshop che doveva verificare la cantabilità dei testi tradotti da Michael Kunze in collaborazione con nientepopodimenoche Christopher Hampton (Tony per Sunset Boulevard). I protagonisti di questo workshop erano Lisa O'Hare (Ich), Julian Ovenden (Maxim), Anna Francolini, Susannah Fellows, David Burt e Jessica Martin. Ammetto candidamente che non conosco nessuno di questi nomi…
Secondo i piani, è prevista una prima fase di rodaggio dello spettacolo in Canada; se la risposta del pubblico sarà positiva, Rebecca aprirà a Broadway nella stagione 2010/2011.


Eppur si muove/2
Qualche sera fa sono stati presentati i protagonisti della prima produzione italiana di Stage Entertainment, “La bella e la bestia”. Durante una serata di gala, alla presenza del compositore Alan Menken sono stati annunciati i nomi di Belle, la cantante ex-Disney Arianna, e della Bestia, l’attore Michel Altieri, che ha già partecipato a Rent e a svariati musical di casa nostra (“I promessi sposi”, “Il ritratto di Dorian Gray” and so on). Qualche video della serata può essere visto qui.
Sono piuttosto soddisfatta della scelta della produzione. Pur non conoscendo i due attori se non di fama, so che vengono dal mondo del canto e del musical, per cui credo proprio che saranno in grado di affrontare lo score. Menomale che la Stage Entertainment non è andata a cercare nomi televisivi, confermandosi una realtà seria del teatro, e smentendo i nostri incubi svizzeri…


Nuovi show chiudono
Il 30 maggio hanno chiuso sia Marie Antoinette a Brema che Frühlings Erwachen a Vienna. Entrambi con discreto successo di pubblico e critica, ma nessuno dei due ha esteso il periodo previsto per le rappresentazioni. E, come già annunciato, Marie Antoinette ha lasciato in eredità un pesante buco di quasi un milione e mezzo di euro nelle finanze del teatro di Brema...  Ho già detto che secondo me una produzione mastodontica come MA in pochi mesi non poteva rientrare dei costi sostenuti, e ho sperato che la produzione venisse prolungata, ma si vede che io di teatro e finanza non capisco un granché…
Per quanto ne so, Frühlings Erwachen non ha causato cataclismi finanziari, ma nonostante tutto non è riuscito a “sfondare” a Vienna come ha fatto a Broadway. Forse il pubblico di Vienna è più tradizionalista rispetto a quello di NY, non saprei. Personalmente non sono una fan del musical, ma mi dispiace comunque vedere un buono spettacolo chiudere.


La rana in Spagna…
Qualche sera fa, approfittando dei buchi della programmazione estiva, ho finalmente visto My fair lady. Sarò sincera: le musiche sono molto belle, ma il film l’ho trovato un po’ lungo e noiosetto (oltre a vagamente maschilista, ma del resto siamo nei primi anni del 900).
Difficile, se non impossibile, tradurre in maniera appropriata questo spettacolo basato tutto sulla parlata Cockney della protagonista e sulla sua trasformazione in lady grazie agli esercizi di dizione del prof. Higgins. Così in italiano Audrey Hepburn parla un misto di ciociaro e barese che in realtà a Londra stona un po’… Però del resto, già è difficile tradurre un musical qualsiasi, figuriamoci lavorare su uno che fa della lingua il suo argomento principe!
Piuttosto, ho trovato lungo il finale del film: dal trionfo di Eliza al ballo in poi non ho fatto altro che contare i numeri musicali che mancavano alla fine…  

2 commenti:

  1. Martina, quasi quasi affido a te l'arduo compito di gestire la newsletter di Amici del Musical, a cui io non riesco più a star dietro! °__°
    Franz...

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  2. Mi associo sul fatto che il film di MY FAIR LADY sia davvero un po' troppo lungo e che tutto quel parlato lo fanno sembrare un "film con musiche" piuttosto che un musical vero e proprio. In Maggio poi l'ho visto anche in teatro a Leipzig (dove solitamente sono molto bravi) e confermo di aver trovato la parte in prosa decisamente prevaricante e un po' troppo lunga...
    Joseph

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