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venerdì 26 febbraio 2010

Quer pasticciaccio brutto de Rodolfo d'Asburgo...

(...mi perdoneranno i romani veraci per la citazione di Gadda...)


Signori, devo farvi una confessione. Ci ho provato, ho ascoltato il CD del Vienna Cast più e più volte, ho visto il DVD... Ma nonostante tutto, questo Rudolf non mi intriga.


Che c'entra, non discuto l'allestimento sfarzoso, l'orchestra delle Vereinigten Bühnen Wien, le capacità vocali degli attori, tutte cose che come sempre sono ottime. Ma la storia e la musica non riescono ad appassionarmi. Ce l'ho messa tutta, ero pronta ad innamorarmi di questo spettacolo: un compositore che mi piace, un argomento interessante che poteva essere sviluppato in tanti modi, e a garanzia del tutto proprio la qualità del teatro viennese.
E invece lo spettacolo mi sembra un pasticcio insipido che sfiora appena le varie sfaccettature del vero Rodolfo d'Asburgo, per concentrarsi solo sulla sua storia con Maria Vetsera (che, sia detto tra parentesi, la sottoscritta non approva. Principe o non principe, matrimonio d'amore o d'interesse, quando sei sposato non vai in giro a cercare altre donne). Lo spettacolo si trascina lento, senza che succeda niente di eclatante: sappiamo subito che Rudolf non approva la politica conservatrice di suo padre, che pubblica sotto pseudonimo libelli liberali e che è invischiato in una nuova alleanza per l'Europa. Eppure, per tutto il primo atto Rudolf non fa altro che parlare. Sarà anche "Zeit zu handeln", tempo di agire, ma tranne andare ad un ballo e pattinare con Maria Vetsera non fa altro...  Tant'è che ancora dopo cinquanta minuti di spettacolo si chiede "Wann bin ich bereit, was ich bin zu sein"...
Anche nel secondo atto, prima che finalmente il nostro buon principe si decida a fare qualcosa ci vuole un sacco di tempo. Ha anche un intermezzo da Quasimodo-Rudolf, in cui dice che il mondo è cattivo, che lui non voleva essere un principe... Per carità!!  Finalmente si decide (alla mezz'ora del secondo atto, "fängt mein Kampf nun mal endlich an"...), fa un bellissimo discorso che accende le folle ("Der Weg in der Zukunft", uno dei pochi pezzi che mi piacciono davvero)... E poi non succede più niente di nuovo! Tutto quello che fa Rudolf è firmare la benedetta pergamena con la Costituzione d'Europa e spararsi con Mary. Non c'è un motivo reale per cui i due si sparano! Anche se FJ ha scoperto il "complotto" del figlio e gli ha ordinato di mettere l'uniforme prussiana, non credo che questo costituisca un disonore tale da costringere un uomo al suicidio...


Trovo che anche la musica sia particolarmente insulsa. Sarò parziale, lo ammetto, ma il Dracula di Wildhorn è uno dei miei score preferiti. Mi piace molto Montecristo, mi piace Jekyll and Hyde... Insomma, conosco Wildhorn, i suoi punti di forza e le sue debolezze, ma Rudolf nell'insieme mi sembra poco riuscito. Le canzoni, prese singolarmente, non sono brutte, ma tutte insieme tendono troppo allo smielato e poco all'azione. "Marys Lied", "So viel mehr", "Vertrau in uns", "Die Liebe lenkt", "Kann ich einfach gehen"... Sono tutte canzoni d'amore lente e un po' noiose, che non portano avanti la storia. Invece, i miei pezzi preferiti sono quelli dove i personaggi mostrano un po' di carattere. Ad esempio mi piace molto la canzone di Stephanie, "Du bleibst bei mir!", anche se fa apparire la moglie di Rudolf come una donna fredda, attaccata solo al potere ("Ich bleib die Frau hier beim Thron... mir wird den Adel Europas als Kaiserin eheren"). Altri pezzi discreti sono "Zeit zu handeln", "Mut zur Tat" e "Die Weg in die Zukunft", ma soprattutto "Die Fäden in der Hand", che con il suo ritmo resta in mente già al primo ascolto.

Insomma, mi dispiace un sacco doverlo ammettere, ma credo di capire perché questo show abbia avuto poco successo... E così il nostro buon Frank si è giocato un altro musical...

giovedì 30 aprile 2009

Der Graf von Monte Christo

Ed eccoci alla seconda parte della full immersion in Wildhorn.


Dopo le critiche poco positive che avevo letto su “Rudolf”, mi fa piacere vedere che “Der Graf von Monte Christo" è stato accolto in maniera più positiva. Si sa che a volte i critici possono distruggere uno spettacolo o un film che in realtà avrà un grosso successo di pubblico, ma insomma, fa sempre piacere sapere che gli addetti ai lavori trovano interessante le stesse cose che emozionano noi comuni mortali.


Tra l’altro, io non sarò un critico, ma basandomi solo sull’ascolto dei “Demo recording” in inglese di Rudolf e di Montecristo, avevo già deciso che il secondo era superiore al primo…
Sarò sincera: è sempre Wildhorn, ovvero è sempre lo stesso stile musicale e le canzoni si assomigliano un po’ tutte anche da un musical all’altro. Ma questa volta il compositore ha copiato i suoi pezzi migliori, quindi il risultato è comunque buono, IMHO. Per la valutazione dei nuovi CD io ho un metodo: ad ogni canzone do un voto con un “emoticon”, da :-D per i pezzi che potrei mettere sul “repeat”, a :-/ per quelli così così, fino a :-( per quelli che davvero non riesco a farmi piacere. Bene, tra le 13 tracce del Demo in inglese non c’è neanche uno smiley triste. Invece ci sono svariate annotazioni tipo “ballad romantica”, “bel duetto”, e ci sono due faccine veramente sorridenti :-D, in corrispondenza di “Every day a little death” (che immagino Dantes canti quando è in prigione a Chateau d’If) e “Hell to your doorstep”, che in realtà sembra un po’ un rip-off da “Alive” di Jekyll & Hyde… Ma che mi piace per il suo ritmo e il suo sound piuttosto rock. Mi ha colpito in maniera più sottile, ma ho cominciato ad apprezzare molto anche “I know those eyes/That man is dead”, dove Mercedes riconosce Dantes a distanza di anni. Dal demo emerge però principalmente la storia romantica di Edmond e Mercedes, mentre non si sentono mai i pezzi dei “cattivi”, tranne per “A story told”, dove tre uomini complottano contro Edmond Dantes.

E come sempre in rete sono riuscita a trovare alcune recensioni di giornali svizzeri.
Qui un resoconto della prima che sottolinea anche l’impressionante sforzo del teatro di St. Gallen (un paesotto di neanche 100.000 abitanti) per organizzare una prima mondiale di uno spettacolo nuovo di zecca di un importante compositore.
Si parla di costumi sfarzosi ma non kitsch, di una regia originale che grazie alle proiezioni riesce a creare di volta in volta l’illusione di navi in mare, di balli sfarzosi o della folla del carnevale. Ma il maggior vanto di questa produzione è il cast, in cui brilla come sempre Thomas Borchert, che non solo affronta un ruolo praticamente sempre presente in scena, ma si esibisce anche in balli, combattimenti, fughe rocambolesche, e sempre senza risparmiarsi né dal punto di vista della recitazione né da quello del canto. Secondo la recensione, anche il resto del cast è molto buono, anche se soffre un po’ nel confronto con Borchert. La giovane Sophie Berner nel ruolo di Mercedes ha svariati assoli in cui dimostra una voce calda e acuta. Il solito Carsten Lepper nel ruolo del traditore Mondego (ma perché gli danno sempre i ruoli da “cattivo”??) canta, combatte e tira di scherma (principalmente contro Edmond Dantes). Bisogna però riconoscere che la maggior parte dello spettacolo ricade sulle spalle del protagonista, e che gli altri attori (fatta eccezione per Mercedes) sono poco più che comparse.


Ovviamente la trama del romanzo-tomo di Dumas è stata ampiamente sfoltita, ma anche in parte modificata. (NB: non ho mai letto il mattone, per cui mi attengo a quanto è stato scritto da altri). Il pirata Luigi Vampa è diventato una lei, Luisa, cosa che permette a Wildhorn di inserire un altro personaggio femminile un po’ particolare (una donna pirata a capo di una nave di uomini, vestita in pelle… ) e un tentativo di seduzione del neo-conte da parte della donna.
E come in ogni Wildhorn non poteva mancare l’happy ending: anche se nel libro questo manca, e stravolge parzialmente il significato dell’opera, negli spettacoli di oggi non si può prescindere da un caro vecchio lieto fine…


Anche quest’altra recensione loda diversi aspetti dello spettacolo: la trama, la regia (definita “raffinata”), le soluzioni sceniche, e anche le musiche, che si rifanno a svariati stili: secondo il recensore, si sentono tracce di Verdi (nell’Overture iniziale), di Debussy, di valzer viennese e così via.


Tanto per fare, qui il video di quello che dovrebbe essere la lotta finale tra Dantes e Mondego:



 A me piace davvero molto... Spero proprio che esca un CD in tedesco...  

martedì 31 marzo 2009

Rudolf visto dalla stampa… e non solo

Frank Wildhorn è, come suo solito, impegnato su più fronti. Solo un mese fa (il 26.02) a Vienna ha aperto “Rudolf – Affäre Mayerling”, basato sul libro “Ein letzter Walzer” di Frederic Morton (sarà edito in Italia? Se qualcuno lo sa, batta un colpo). Solo un paio di settimane dopo (14.03), gli svizzeri si sono potuti gustare la prima mondiale di “Der Graf von Montecristo”, con Thomas Borchert e Carsten Lepper.
Da quello che ho letto online, mi sembra di capire che il lavoro è riuscito a metà. La maggior parte delle recensioni parla in modo piuttosto negativo di Rudolf, mentre sembra che la premiere di “Der Graf von Montecristo” abbia raccolto maggiori consensi.


Però, andiamo con ordine. Per questa volta parliamo di Rudolf. Il Conte lo lasciamo per una prossima puntata…


Le recensioni dei giornali sono tutte piuttosto negative, anche se molte sottolineano comunque la reazione entusiasta del pubblico presente alla premiere. I ciritici sono concordi nel dire che lo spettacolo soffre di un primo tempo noioso e poco convincente, che decolla solo nel secondo atto, quando finalmente la storia entra nel vivo e anche la musica di Wildhorn sfodera i suoi pezzi migliori. (lo riportano diepresse.de e orf)
Il Kurier invece parla di “Soap asburgica” (non a torto, oserei dire… ), e rimarca che la musica non riesce a imprimersi nelle menti e negli orecchi degli spettatori, nonostante la solita grande orchestra delle VBW diretta dal solito Caspar Richter.
Invece tutte le recensioni lodano la buona qualità degli attori, con Lisa Antoni definita “sorpresa”, e Wietske van Tongeren e Carin Filipcic delle interessanti conferme. Non può mancare la lode per colui che porta la gente al teatro, ovvero Uwe Kröger nel ruolo dell’antagonista di Rudolf, il primo ministro Conte Taffee, di cui viene detto che i ruoli da cattivo gli si addicono…  
Il giornale “Die Welt” rinfaccia allo spettacolo la poca fedeltà al personaggio storico di Rodolfo d’Asburgo, e lo fa con la recensione più cattiva che abbia visto in giro finora, dal titolo “Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere”…
Intanto è già stato annunciato il CD del Cast originale. Con queste premesse non mi sembra un CD da procurarsi assolutamente, ma sarei comunque curiosa di poterlo ascoltare...


Per finire in bellezza, con la gentile concessione di Cia, un’amica di forum Finlandese di stanza a Vienna, vi posso offrire una recensione di chi lo spettacolo l’ha visto davvero... (enfasi nel testo mia, copyright by Cia)


Rudolf – Affaire Mayerling, March 12th and 14th 2009, both with full first cast.


In short, the musical sucks. It has some nice songs and moments, but overall it sucks. I don't think I've ever seen a worse storyline in a musical, it's pointless and boring and feels stretched and far-fetched. The first act was mostly okay, but somehow I started to really dislike the musical during the second act and by the final scene I hated it. I saw the musical twice and this happened on both times. I usually like Wildhorn's musicals to some extent and Jekyll&Hyde and Dracula are one of my favourite musicals ever, despite the silly plot of Dracula, but Rudolf must be the worst I've heard of him. If you love the old Sissi movies, Rudolf may appeal to you, but otherwise I can't recommend it.
I hate the story. It could work as a fluffy Romeo and Juliet musical, if someone hadn't come up with the idea of having Crown Prince Rudolf as the main character. The story hasn't got much to do with Rudolf as a real person, the name just gives the male lead a reason to sing angsty solos between the romantic scenes so that the romance won't be the only story material. There's nothing much interesting in the story, nothing very surprising or funny, it's just romantic fluff […]
I don't see anything romantic in making a suicide together and I hate the way it has been made to look like the ultimate sign of love. It also doesn't suit the story at all and feels forced, no matter how much Rudolf plays with the gun during the whole musical and Mary keeps going on on how it's better to die quickly than a bit every day. After the ten-minute happy love song in the end they could have perfectly well escaped together and live happily ever after in their pink fluffy world, but because someone decided to name the characters Rudolf and Mary, they suddenly have to climb to a bed surrounded by candles and the rest of the cast and shoot themselves. In the Thursday performance people started to cheer when Rudolf and Mary died, and I happily joined them. (decisamente non incoraggiante)
The scenes with Crown Princess Stephanie and Marie Larisch were almost the only that were worth watching, the ladies were witty and easily the most interesting persons of the musical even though the actresses didn't have much change to develop their characters.

Random notes:
- The obligatory brothel scene is way too long. And wtf, how can a 17-year-old baroness suddenly come there in a corset and stockings without it being a huge scandal? (odio le scene nei bordelli… Anche in Elisabeth “Nur kein Genieren” è tra le canzoni che salto sempre…)
- Frank Wildhorn, what happened to your ability to make great ensemble songs?
- I'm sure we can see the bright red box with the Important Paper even when you don't make it glow in the dark. ()
- Stephanie in a church with the heart urns of Habsburgs: "I occasionally come here to remind myself that also Habsburgs do have hearts". One of the best lines of the musical. Another one was when Stephanie saw Rudolf and Mary discussing in a ball and went "I see you're fishing again, but I thought one is supposed to let back the ones that are too small".

Good things:
- The actors. Apart from Uwe Kröger they're good and save what they can with the poor character development of the story.
- The sets. They're beautiful and I often found myself concentrating on pretty visual things instead of following what the main characters are up to. The colours were beautiful, with lots of blue, dark red and for some reason green, and I loved it how they used the red curtain that occasionally divides the stage. The only staging that didn't work for me was "Fäden in der Hand", it's ridiculous and pointless. Also the ending was awful, I wonder why the bed wasn't heart-shaped because it would have made the überromantic effect perfect. The skating scene worked very well and looked great.
- The costumes were quite nice-looking, too, though for some reason Mary's costumes had really weird colours. She dies in a shiny silvery dress that looks like taken from a cheap scifi movie set in 1800's.
- The music is quite nice, but apart from about five songs I can't remember any tune of it. I like Wildhorn's catchier upbeat songs, but his love and angst songs seemed to be even lamer than usual. Mary and Rudolf had especially boring songs to sing, even though "So viel mehr" surprised me by being one of the rare Wildhorn's love songs that I actually like, mostly because of the beautiful refrain. Taaffe's songs could have been good without Uwe's shouting, and generally the smaller characters had much better songs and scenes than Rudolf and Mary.

The cast:
Drew Sarich - Rudolf: He was good, as good as a Rudolf can get with that material to perform. He sounds nice, though he doesn't exactly match the idea I have of Rudolf. I totally cracked up when Rudolf wondered if there is a land where princes are not slaves, because it made him sound like a 13-year-old boy whose mother has told him to clean his room. At that point I lost my last respect for him and couldn't take the musical seriously even the little I could before.
Lisa Antoni - Mary Vetsera: For some reason Mary's character does nothing for me, I don't have any sympathies for her even though I normally like strong female characters. She just wasn't very believable as a strong female character, she was more like a silly girl with some political obsessions. Lisa sang mostly prettily and acted well and got big applaus, but her songs are boring and so is her character.
Uwe Kröger – Graf Taaffe: Taaffe could have been an interesting character, but Uwe was just arrogant and "Uwe plays the bad guy"-like and nothing more. His "Fäden in der Hand" didn't sound as horrible as I had feared, but the duet with Mary was awful, even though I like the song itself. They were both more shouting than singing the song and I had to hold my ears during the refrain, because it hurt. He also seemed to have quite a close relationship to the globe in his office, he was hugging and kissing it. I very much fail to see why the audience loved him so much and why my middle aged female travel company is now a fan of him, apparently because he's got charisma. I must lack some gene to be affected by the charisma. I appreciate my ears too much. I pity the other actors who have to hear him getting the biggest applauds, even though he's the weakest link of the ensemble. I used to like Uwe as Death back in the Essen times, but he simply can't sing anymore and didn't impress me with his acting, either.
Wietske van Tongeren – Crown Princess Stephanie: I liked Wietske as Stephanie, she had spark and I could totally understand why she was so frustrated with Rudolf. Her solo "Du bleibst bei mir" made Stephanie sound like a possessive b*tch, which annoyed me a bit because I don't see her as that, but I like the melody of the song and it's one of the few I still remember. She also shouted most her only solo, which btw applies to many cast members. I heard lots of shouting in this musical.
Carin Filipcic – Marie Larisch: She saved my evenings with her scenes. Carin is adorable, she's got charisma and her voice is awesome and I even liked her songs, so it's a pity that she didn't have much to do in the musical. Larisch seemed to have quite a close relationship to Rudolf, they were almost kissing when he came to give his letter to Mary and they acted more romantically in that scene than Rudolf and Mary ever.
Claus Dam – Franz-Josef: I liked him, even though his songs aren't that interesting and seeing FJ being dramatically angsty and desperate felt weird, because my image of him is quite calm and passive.
The rest of the ensemble was good as well, although for some reason I couldn't much hear what they were singing and saying. I don't know if the problem was in the theatre's sound systems, but even though I understand German I couldn't understand most of what people were saying. I've seen most of the actors before and know that they can articulate, so I don't know what was wrong now. On the other hand, what I did understand didn't impress me that much because the lyrics aren't exactly a masterpiece, so perhaps it was better this way.
So, it wasn't worth the money, except perhaps for the 5,60 € I paid for a Stehplatz. The first row in the middle of the 2nd balcony was almost empty so I sneaked there and had an excellent view. I don't think the musical will have a long run, because even on Saturday evening there were empty rows. The cheaper seats seem to sell quite well, but the more expensive ones were quite empty.


lunedì 23 febbraio 2009

... Ooops - parte seconda

Come preannunciato, venerdì ho preso i biglietti per la tappa fiorentina di Notre-Dame de Paris. E così il 4 aprile avrò il mio primo incontro dal vivo con Esmeralda e il campanaro gobbo di Notre-Dame.


Nota personale: ma possibile che noi Italiani non sappiamo fare nemmeno i siti internet?? Sono andata a cercare il cast di questo tour, e ho scoperto che il sito ufficiale dello spettacolo è piuttosto carente sotto ogni punto di vista. Non ci sono menu, non ci sono link (tranne quelli ai vari circuiti di biglietterie), non ci sono immagini, non c'è nessun tipo di informazione!
Nel sito di uno spettacolo, dalla recita dell'oratorio alla mega produzione di Broadway, mi aspetto di trovare poche cose ma chiare: le date, gli autori, il cast. Se proprio proprio vogliamo strafare, potrebbero essere inserite le recensioni della stampa, delle foto, dei file audio... Devo dirlo? Mi ripeto? Basta vedere i siti delle produzioni tedesche (qui quello di MA) per capire come devono essere fatte le cose.  


Comunque, il mio "spazio ooops" di oggi non voleva essere dedicato a Notre-Dame, anche se poi mi sono fatta prendere la mano.


Volevo dedicarmi a "Rudolf - Affäre Mayerling" che apre giovedì sera a Vienna. Ho trovato questa recensione che in linea di massima distrugge lo spettacolo senza salvare niente.
Secondo il recensore la maggioranza degli attori è fuori parte: a Drew Sarich manca il carisma di Rodolfo, Lisa Antoni si limita al compitino, Claus Dam non assomiglia per niente all'idea di Franz Joseph che tutti abbiamo, Uwe Kröger sembra (testuali parole) "un minaccioso psicopatico". Si salvano in parte Wietske von Tongeren e Carin Filipcic, ma anche per loro non ci sono certo parole dolci.


Il recensore critica poi l'adattamento delle canzoni e dei dialoghi, di cui si dice che probabilmente non sono stati capiti perché non stanno né in cielo né in terra. Non si salvano i costumi (completamente sbagliati in relazione al periodo storico in cui si svolge l'azione), non si salva la scenografia, scarsa, non si salva la regia ("sulla scena non succede quasi mai niente").


L'unica cosa che viene lodata è l'orchestra delle VBW... Un po' poco per una produzione attesa da più di un anno, su cui immagino che le Vereinigten Bühnen Wien abbiano investito diversi soldini... Tuttavia, mi stupisce un po' che la recensione non spenda neanche una parola sulla musica di Wildhorn. In fondo un musical si basa fondamentalmente sulla musica e sulle canzoni, e ignorarle completamente nel recensire lo show non mi sembra correttissimo. Oppure sono così terribili da non meritarsi nemmeno una parola? (Cosa che mi terrorizza ancora di più...)


Se più avanti verrà pubblicato un CD, farò il possibile per procurarmelo... Anche se devo dire che se queste sono le premesse...  


Per finire: durante il fine settimana ho ascoltato un paio di volte "Marie Antoinette". Sarò sincera: non è né "Elisabeth" né "Rebecca", ma è un CD gradevole (anche se un po' corto, tredici tracce non sono molte per capire la trama) che si lascia ascoltare volentieri. Ulteriori commenti a breve...

venerdì 31 ottobre 2008

Frank Wildhorn's Dracula

Tempo fa parlavo della mia ultima ossessione… Il Dracula di Wilhorn. Ho avuto modo di sentire il CD del cosiddetto “Graz recording”, con Thomas Borchert, Uwe Kröger, Jesper Tydén, Lyn Liechty, e mi ha completamente conquistato.
Non sono mai stata un’appassionata di vampiri, per cui non conosco il romanzo di Bram Stoker da cui è stato tratto il musical, anche se l’ho comprato l’ultima volta che sono stata a fare shopping in libreria. Also, non so dire se e quanto il romanzo sia stato adattato per il palcoscenico… So solo che si tratta della storia del vampiro Dracula che si invaghisce di Mina, la fidanzata dell’avvocato Jonathan Harker. A sua volta, la ragazza è attratta dal misterioso conte, ma Jonathan, con l’aiuto del cacciatore di vampiri Van Helsing, cerca di salvarla dal morso fatale.


Secondo me Wildhorn ha azzeccato uno score ben miscelato, tra sound rock e ballate melodiche, con momenti di tensione e altri più riflessivi, e con linee melodiche che si ripropongono e si intrecciano in vari momenti dello spettacolo. Certo, a volte le canzoni richiamano Jekyll & Hyde (e stamani, ascoltando una canzone da The Scarlet Pimpernel mi sembrava di ascoltare un pezzo di Dracula), ma penso che ogni compositore abbia la sua “cifra” stilistica, e che la riproponga anche inconsciamente in ogni cosa che scrive (diverso è il discorso per i pezzi copia-incollati di spettacolo in spettacolo, che farò in un altro momento ). Gli attori sono tutti in ottima forma: bravissimo come al solito Thomas Borchert, nel suo secondo ruolo da vampiro dopo quello di Von Krolock, e molto convincente anche Lyn Liechty (già Lucy in Jekyll & Hyde a Brema). Secondo me, è discreto anche Uwe Kröger nel ruolo del cacciatore di vampiri Van Helsing (ma potrei essere di parte ), e bravo Jesper Tydén nel ruolo più romantico di Jonathan.


I brani che preferisco sono quelli dal sound più rock, più in stile Wildhorn. La coinvolgente “Ein Leben mehr”, dove Dracula prospetta a Mina la sua vita con lui, non mi stanca mai. Lo stesso vale per “Die Zugsequenz”, con le due melodie che si intersecano, il brano scritto appositamente per la produzione austriaca “Zu Ende” (duetto tra Dracula e Van Helsing) e il Finale. Ma anche la più riflessiva “Lass mich dich nicht lieben”, dove nonostante tutto Mina cerca di fuggire dall’attrazione che prova per Dracula, e il primo solo di Dracula, “Einsamer Mann”.
Un gradino sotto ci metto un’altra serie di canzoni, tra cui “Whitby bay”, “Ein perfektes Leben” e la simpaticissima ma un po’ fuori luogo “Wie wählt man aus”, in cui Lucy, l’amica di Mina, cerca di decidere chi sposare tra i tre pretendenti alla sua mano.
Più noisette le canzoni di Jonathan come “Frost an einem Sommertag” o “Jonathans Versprechen”, e l’altro pezzo scritto apposta per la versione tedesca, il solo di Van Helsing “Roseanne”, che ad essere sinceri non si intona al meglio con le varie linee musicali dell’opera. E poi non mi colpiscono granché neanche i brani lenti, come “Nebel und Nacht” e la sua reprise. Ho come l’impressione che Wildhorn non riesca a scrivere per le donne canzoni intriganti come quelle che scrive per i suoi eroi. Anche in Jekyll & Hyde tendo a saltare “Someone like you”, “A new life”, “Sympathy, tenderness”… Si vede che non riesce ad esprimere il momento riflessivo delle donne …


Come al solito, esiste una registrazione “Pro-shot” dello spettacolo. Ne ho visto soltanto una parte, e da un certo punto di vista capisco perché il successo di Wildhorn a Broadway sia così limitato. Apparte un Jesper Tydén a torso nudo (visione interessante… ) si vedono le vampire azzannare un bambino in fasce per nutrirsi, e l’atmosfera è piuttosto cupa per tutto il musical. Non proprio quello che le famigliole americane cercano in una serata a teatro.


Comunque, c’è una cosa che disturba anche me in questo spettacolo, e non si tratta di nessuna di quelle appena citate. (segue finale dello show, eventualmente saltare al prossimo paragrafo)
Si tratta dell’improvviso cambiamento di Dracula. Fino a “Die Zugsequenz”, Dracula è pronto a dividere l’eternità con Mina. Poi d’improvviso si rende conto di non poterla costringere a trascorrere con lui una vita fatta di sangue e vittime. Allora canta “Je länger ich lebe” e poi, nella scena finale, chiede alla donna di aiutarlo a concludere la sua vita dissoluta, cosa che lei fa a malincuore, dopo aver tentato di dissuaderlo. Mi sembra che questo cambiamento sia troppo repentino, non annunciato da nessun segnale: mai si è anche solo intuito che il conte non è soddisfatto della sua vita di non-morto, mai si è fatto scrupoli a proposito di Mina… e tutto ad un tratto le chiede di ucciderlo. Forse questo voltafaccia doveva essere almeno un po’ preannunciato, forse qualche dubbio a proposito della sua esistenza Dracula doveva esserselo posto già prima…


Comunque, all in all come dicono gli inglesi, a me questo musical si è piantato nel cervello. Se “Der Graf von Montechristo” si avvicina a questo, sono a cavallo. (ve l'ho detto, su Rudolf sono in posizione d'attesa ) Peccato però che il demo recording di cui vi avevo parlato qui sia stato posposto. E' una cosa tipica di Wildhorn, per cui non mi stupisce più di tanto. Speriamo solo che non succeda come con il Broadway Recording di Dracula, che è stato più volte annunciato e rimandato e poi non è mai uscito...

lunedì 6 ottobre 2008

Post di fretta

Sto scrivendo la recensione di Mamma mia, che ho visto ieri sera al cinema, ma intanto questa news di giornata, sempre relativa al versante tedesco del musical, non poteva aspettare...


Ecco il cast per il musical di Wildhorn "Rudolf", che arriverà a Vienna a febbraio 2009 al Raimund Theater:


Principe ereditario Rudolf DREW SARICH
Baronessa Mary Vetsera LISA ANTONI
Conte Eduard Taaffe, Primo ministro UWE KRÖGER
Kaiser Franz Joseph CLAUS DAM
Contessa Marie Larisch CARIN FILIPCIC
Principessa Stephanie WIETSKE VAN TONGEREN


Bene bene bene... Il cast fa ben sperare, ci sono i giovani emergenti (Drew Sarich, Wietske van Tongeren), ci sono i "grandi vecchi" (Uwe, Carin Filipcic), e ci sono gli sconosciuti che aspettano di essere scoperti (chi è Lisa Antoni??). E forse devo rimanere fiduciosa per quello che riguarda lo "score" del musical: ho sentito i demo in Inglese di Dracula, e rispetto al cast di Graz con Thomas Borchert mancano molto di ritmo, di grinta... Forse con Rudolf succederà lo stesso...

lunedì 29 settembre 2008

Wenn ich meinen Mut mal verlier...

Quando perdo la fiducia nelle attuali produzioni teatrali (vedi post precedente), poi succede sempre qualcosa che mi fa tornare la speranza.


Intanto la notiziola che presto uscirà il CD della produzione austriaca di "The Producers" in scena a Vienna al teatro Ronacher. Non molti giorni fa mi chiedevo come stesse andando questo spettacolo: in fondo si tratta di una produzione di dimensioni più ridotte rispetto a quelle delle Vereinigten Bühnen Wien; e tra l'altro lo spettacolo di Mel Brooks è un po' particolare poiché prende in giro il nazismo (anche se il nazismo non è il tema centrale dello spettacolo), ed era quindi in dubbio se avrebbe avuto successo in una terra che ancora ricorda il dramma dell'Anschluss e della dittatura.
Personalmente trovo "The Producers" molto divertente, intelligente e ironico... per cui sto valutando se procurarmi il CD appena sarà disponibile.


Un'altra notizia quantomeno interessante è data dai primi spezzoni di Marie Antoinette: sul sito internet di Michael Kunze  ci sono una serie di link ad alcuni brani interpretati dai protagonisti. Ad essere sincera, così ad un primo ascolto nessuno mi ha colpito in maniera particolare... Ma magari bisogna dare tempo al tempo.


Comunque, la notizia che più mi interessa è quella di musicalzentrale.de relativa ad un "Demo recording" in inglese del nuovo lavoro di Frank Wildhorn, ovvero "Il conte di Montecristo". Secondo la news il demo dovrebbe essere interpretato da diversi artisti famosi del mondo del musical tedesco: Thomas Borchert, che è già stato annunciato nel cast ufficiale che aprirà in marzo, Pia Douwes, Patrick Stanke (prossimo protagonista di Marie Antoinette), Mark Seibert, Mathias Edenborn, Jesper Tydén, Alexander Goebel (Phantasma originale a Vienna nel lontano 89) e l'americana Brandi Burkhardt.
Per me Wildhorn alterna lavori quasi geniali a lavori più mediocri. Mi ha colpito da subito il suo Jekyll & Hyde, ma non sono mai riuscita a digerire "The Scarlet Pimpernel". Al momento sono ossessionata da Dracula (forse presto una recensione del CD), mentre il demo in inglese di Rudolf mi è piaciuto poco: tante ballate ma poco mordente.
Non so perché, ma per questo Conte di Montecristo ho una sensazione positiva... Sarà per il cast decisamente stellare di questo demo (anche se non si sa quanti di questi saranno effettivamente in scena a St.Gallen), sarà per la trama del romanzo originale, ma mi sento che Wildhorn ci stupirà con effetti speciali. Speriamo di non sbagliarsi...

lunedì 21 luglio 2008

Wildhorn, o del compositore irrequieto

Frank Wildhorn è un compositore particolare. Scrive molto, e con alterne fortune. Raramente i suoi musical hanno avuto un buon successo a Broadway, per trasformarsi però in successi una volta attraversato l'oceano, non importa se Atlantico o Pacifico.
E' stato così ad esempio per Jekyll & Hyde. Il Compete Recording con Linda Eder e Anthony Warlow venne completamente rimaneggiato per l'apertura a Broadway, dove, pur rimanendo in cartellone per 4 anni (dall'aprile 97 al gennaio 2001) ricevette sempre critiche negative e solo due nominations ai Tony. Arrivato in Europa, lo spettacolo ha recuperato il copione originale e ha aperto praticamente in tutti i paesi: in Austria e Germania, in Ungheria, in Spagna, in Cecoslovacchia, persino in Italia...  E lo stesso successo lo ha avuto in Asia, dove è stato messo in scena in Giappone e Corea.


Dev'essere per questo (oltre che per la sua passione per le storie difficili da digerire per il pubblico americano) che Wildhorn ha iniziato a produrre i suoi spettacoli direttamente nel vecchio continente.
L'anno scorso, nell'ambito del festival del musical di Graz, in Austria, si è tenuta la prima europea del flop di Broadway "Dracula". Lo spettacolo aveva aperto a New York nel dicembre 2004, riscuotendo solo critiche negative: la musica veniva definita ripetitiva, le liriche banali, la storia poco lineare e confusa. Con queste recensioni, non è difficile capire come lo show abbia chiuso dopo appena 154 performances.
Tuttavia, riproposto a Graz con le canzoni che i produttori avevano tagliato dalla versione per Broadway, il musical ha ottenuto un buon successo, tanto da portare alla pubblicazione del Graz Cast Recording, con star del calibro di Thomas Borchert, Uwe Kroeger, Jesper Tyden, Lyn Liecht ... C'è da dire che la pubblicazione di questo cd si è fatta un po' desiderare, con l'uscita che veniva annunciata e poi smentita o rimandata, ma chi ha già ascoltato il disco dice che ne è valsa la pena...


Sempre in Austria, a Vienna stavolta, dovrebbe debuttare nel febbraio 2009 "Rudolf", sullo sfortunato figlio della nostra imperatrice preferita. Il musical è già stato rappresentato con successo in Ungheria, con un cast che comprendeva diverse stelle ungheresi reduci da alcuni degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni. La scelta non è poi delle più avventate, visto che gli ungheresi hanno sempre amato molto Sissi e Rodolfo.
Al momento invece circolano le prime indiscrezioni sul cast che dovrebbe debuttare al Raimund Theater alla chiusura di Rebecca: l'americano con esperienza tedesca Drew Sarich ("Der Gloeckner Notre-Dame", "Jesus Christ Superstar") sarà il principe Rodolfo, mentre Wietske van Tongeren sarà sua moglie Stephanie. Carin Filipcic avrebbe ottenuto il ruolo della Contessa Larisch (la nipote e confidente di Elisabeth, nonché intermediaria dell’amore tra Rudolf e Mary Vetsera) per cui, sempre secondo indiscrezioni, avrebbero partecipato alle audizioni anche Maya Hakwoort e Pia Douwes. Infine non dovrebbe mancare un ruolo per la "star" del musical tedesco Uwe Kroeger, che dovrebbe essere il conte Taaffe, primo ministro austriaco all’epoca dell’amore di Rudolf per Mary e amico personale di Franz Joseph. Tra l'altro il musical ha recentemente aperto in Giappone, prodotto dalla compagnia Toho.


Un altro dei progetti di Wildhorn è un musical su Carmen che dovrebbe debuttare a Praga in ottobre. Il sito ufficiale dello spettacolo è online, ma per il momento non è particolarmente informativo. Non si conosce il cast, che dovrebbe venir presentato a breve, e non ci sono clip musicali.


Invece, il teatro di St. Gallen in Svizzera ha commissionato a Wildhorn uno spettacolo basato sul “Conte di Montecristo”; questo dovrebbe essere pronto per marzo 2009, ma le informazioni online sono ancora molto scarse, tranne che per quello che riguarda il ruolo principale: Thomas Borchert sarà Edmond Dantes.


Per restare invece al livello di progetti, Wildhorn avrebbe parlato di uno spettacolo su Cyrano de Bergerac da presentare in Spagna nel 2009 e uno su Alice nel paese delle meraviglie. Certo c’è da dire che l’ispirazione non è una dote che manca al nostro, ma che purtroppo i suoi lavori non sempre sono all’altezza delle aspettative: dopo aver sentito Jekyll & Hyde mi aspettavo chissà cosa da “The Scarlet Pimpernel” … E invece questo musical non è mai riuscito a coinvolgermi, motivo per cui sono speranzosa ma anche un po’ timorosa per quello che riguarda tutte le prossime uscite. Ad esempio, trovo che la storia di Rodolfo potrebbe fornire un ottimo spunto per un bello spettacolo del tipo che piace a me, ma allo stesso tempo ho paura che non riesca a soddisfare le mie aspettative.
Comunque, appena possibile mi procurerò il cd di Dracula, e aspetto con ansia altre novità su Rudolf, poi staremo a vedere… "Chi vivrà vedrà".