domenica 28 luglio 2013
Notti d'estate...
martedì 20 novembre 2012
Phantom 25th - Mackintosh colpisce ancora!
domenica 3 luglio 2011
Assolutamente da non perdere!!!
Se ai primi di ottobre passate da Londra (beati voi ) vi consiglio di non perdervi il concerto che si terrà alla Royal Albert Hall per celebrare i 25 anni dal debutto di "The Phantom of the Opera", che aprì il 9 ottobre del 1986.
Secondo gli annunci sul sito ufficiale del concerto, i ruoli del Fantasma e di Christine saranno affidati a Ramin Karimloo e a Sierra Boggess, già Erik e Christine in "Love never dies". In realtà Ramin è già stato Erik a Londra, prima di dedicarsi al sequel, e Sierra ha interpretato Christine nella versione dello spettacolo in scena a Las Vegas, quindi non sono due principianti nello spettacolo.
Di sicuro per i 25 anni dello spettacolo io mi aspetterei una celebrazione un po' particolare, i vecchi interpreti che ritornano sul palco, qualche duetto tra due Fantasmi diversi... Di sicuro si sa che lo spettacolo verrà registrato (come è già stato per il concerto di Chess e per il 25 anniversario de "Les Miserables), e certamente non mi lascerò scappare una chicca così...
Intanto, questo è il trailer ufficiale che annuncia il concerto.
lunedì 28 febbraio 2011
L'album del mese - Billy Elliot
Non so se si possa definire Billy Elliot un film musicale: come in ogni film c'è una colonna sonora, ma non mi sembra di ricordare che sia preponderante rispetto al film stesso. Eppure, Elton John ne ha tratto un musical di successo, che ha aperto a Londra nel 2005 e che ha vinto sia l'Olivier Award sia il Tony come miglior musical.
Ammetto di essere partita prevenuta verso Elton John. E' un ottimo artista e cantante, ma "Aida", il suo primo tentativo di musical, mi era sembrato troppo pop per conquistarmi (che volete, vengo da Lloyd Webber). Mi sembra invece che in Billy Elliot abbia limitato i momenti puramente pop per introdurre canzoni più riflessive e un gran numero di pezzi corali.
La storia ricalca il film abbastanza fedelmente, anche perché il librettista e il regista dello spettacolo teatrale sono gli stessi del film. In un periodo di depressione economica e di scioperi contro le riforme di Margareth Thatcher, il piccolo Billy scopre che la sua vocazione non è la boxe come vorrebbe suo padre, ma un'attività tipicamente femminile come il balletto classico. Non solo: il ragazzo ha talento, tanto che la sua insegnante vorrebbe portarlo all'audizione per farlo ammettere alla Royal Ballet School. Purtroppo però, quando il padre e il fratello di Billy scoprono che il ragazzo sta studiando per fare il ballerino, reagiscono in malo modo, dandogli della femminuccia e dell'omosessuale, e proibendogli di continuare le lezioni. La rabbia di Billy si sfoga in una danza sfrenata, che chiude il primo atto.
Soltanto quando, mesi dopo, il padre vede ballare Billy si convince delle capacità del figlio, e decide di concedergli una possibilità. Per offrirgli l'audizione alla Royal Balllet School decide di abbandonare gli scioperanti e ritornare al lavoro, ma viene fermato dagli altri minatori che gli offrono la loro solidarietà pur di non fermare la loro protesta. All'audizione Billy descrive le sue sensazioni mentre balla, e stupisce la commissione con il suo talento. Il finale vede Billy partire per Londra per affrontare la sua grande opportunità.
Il CD è discreto. Non un capolavoro, IMHO, ma comunque buono. Comprende alcuni numeri solo musicali, che immagino sul palco siano ballati, come la "Angry dance" che conclude il primo atto, e anche diverse canzoni hanno parti solo strumentali per la danza ("Electricity" in primis, ma anche "Expressing yourself").
I pezzi più propriamente pop sono affidati a Mrs. Wilkinson, prima con "Shine" e poi con "Born to boogie", due numeri che scatenano la voglia di ballare non solo in Billy, ma anche negli ascoltatori. Anche "Expressing yourself", il numero di Michael, è molto divertente, e suppongo che visto dal vivo sia ancora migliore, con i due amici che si travestono e ballano il tip-tap. Infine, "Merry Christmas Maggie Thatcher" è un pezzo dissacrante e simpatico sui desideri dei minatori: che la Lady di Ferro li liberi della sua presenza...
Il pezzo più toccante dello spettacolo è sicuramente la "Letter", il duetto tra Billy e sua madre, dove Sir Elton John tira fuori il suo repertorio classico. A me piacciono molto anche i numeri corali dei minatori, primo tra tutti "Solidarity", dove la manifestazione degli scioperanti si interseca con le lezioni di balletto di Mrs. Wilkinson, creando un contrasto stridente tra il mondo esterno e realtà ovattata della scuola di ballo. Anche "And the stars look down" è un bell'inno dei minatori, che richiama nelle sonorità quasi una marcia o un canto popolare, così come "Once we were kings", dove nonostante la sconfitta, i minatori continuano ad affermare la loro unione nella lotta:
"So we walk proudly
And we walk strong
All together
We will go as one
The ground is empty
And cold as hell
But we all go together when we go
We will go down but our heads are proud
We will go down with our voices loud
We will go down but come again
And we all go together when we go".
Trovo un po' meno riuscite "Deep in the ground" e "He could be a star", che per me non decollano mai. Tra l'altro, da quest'ultima canzone emerge la figura di Tony, il fratello di Billy, che sembra più interessato allo sciopero dei minatori che non alle ambizioni del fratello, che chiama in diverse occasioni "just a kid".
Nel cast non ci sono nomi famosi, almeno per quel poco che conosco del teatro inglese, ma tutti svolgono i loro ruoli egregiamente. Da profana, mi sembra che vocalmente lo score non richieda voci esagerate, ma potrei sbagliarmi.
Tra l'altro, penso che Billy debba essere principalmente un ottimo ballerino, e solo in seconda battuta un buon cantante (anche se mi domando che cosa succede all'attore quando cambia la voce... ). Anche Mrs. Wilkinson e Michael dovrebbero essere in grado di muoversi bene, mentre a livello di canto non ci sono grossi acuti.
Al momento, se potessi avere l'opportunità di andare a Londra o NY questo sarebbe uno dei primi spettacoli che vorrei vedere. Una critica però. Il pezzo più bello di tutto lo show non è nel cd! E io ve lo propongo in video...
giovedì 27 gennaio 2011
L'album del mese - Sister Act
Tento di riprendere la serie dei post sull'album del mese, inaugurata e naufragata mestamente alla prima puntata....
I film musicali generalmente mi piacciono molto (ma dai, l'avreste detto??), e Sister act non fa eccezione. Mi piace la storia, semplice ma non banale, mi piace Whoopi Goldberg, mi piacciono le musiche a metà strada tra il sacro e il pop... per cui quando ho saputo che la Stage Entertainment lo avrebbe adattato per il palco ho subito pensato che avesse il potenziale per diventare uno show di successo, e quindi appena possibile mi sono procurata il cd.
Lo ammetto: ad una prima occhiata al cd sono rimasta delusa, visto che non c'era nessuna delle canzoni del film. Ma forse per un certo verso è stato meglio così. In questo modo Alan Menken ha potuto comporre un intero set di canzoni nuove e originali ed estremamente orecchiabili. Già al primo ascolto ci sono diverse canzoni che riescono a colpire e a rimanere in testa.
Come nel film, la storia si apre con la madre superiora che prega affinché il convento si salvi, ed in risposta alle sue preghiere si trova invece a dover nascondere tra le sorelle Deloris Van Cartier, esuberante cantante di night che ha assistito ad un omicidio. Deloris rivoluziona il fiacco coro e con quello anche la vita della chiesa.
A voler essere proprio sinceri, il livello musicale del cd non è omogeneo. Alcuni numeri sono effettivamente molto molto orecchiabili, mentre altre canzoni si fermano ad un livello un po' più basso. Per esempio, personalmente trovo esplosivi i pezzi di Deloris e del coro, mentre le canzoni dei protagonisti maschili sono meno incisive. Ai numeri dance di Deloris si contrappone nettamente la Madre Superiora con le sue canzoni "Here within these walls" e reprise, due pezzi dal carattere molto più classico e dal testo più "alto":
"But here within these walls,
days are filled with grace.
God is in his place,
his wisdom still respected.
Here within these walls,
life has a different pace"
"Here within these walls,
life is sweet and good.
Faith is understood,
and selfishness rejected.
Work, prayer, and sisterhood
are what life's built upon."
La mia canzone preferita in assoluto è sicuramente "Raise your voice", dove Deloris insegna alle sorelle a cantare, trasformando un'accozzaglia di voci femminili in un "joyful noise" che canta le lodi del Signore. La scena ricorda molto il corrispondente cinematografico, pur senza ricalcarla battuta per battuta. Il numero si apre con la sola Deloris che canta, mentre le suore sono restie a cantare a squarciagola, ritenendolo poco rispettoso, ma poco a poco si convincono, prendono coraggio, e danno vita ad un numero davvero scatenato. (qui il video di Youtube)
Ovviamente, per rimpolpare un po' lo spettacolo sono state aggiunte un paio di sottotrame. La prima è quella relativa alla cotta del poliziotto Eddie per Deloris, che risale addirittura ai tempi della scuola, e che dà una "ragione d'essere" al solo di Eddie "I could be that guy".
La seconda sottotrama è quella di Mary Robert, la novizia timida. Nello spettacolo si dice che Mary Robert non ha mai avuto una vera vocazione, ma che è entrata in convento perché cresciuta lì. E quindi quando conosce Deloris, così spigliata e esuberante, sente la mancanza di una vita vera, in cui provare le cose di ogni giorno ("The life I never led"). Non avendo visto lo spettacolo, non so per quale motivo poi Mary Robert rimanga in convento, dove però trova il coraggio di lottare per le cose che vuole. ("The life I never led reprise", dove convince la Madre Superiora ad intervenire in aiuto di Deloris).
Personalmente, penso che lo spettacolo soffra parzialmente di una non perfetta divisione delle canzoni. Per me il primo atto è tutto un crescendo, da "Faboulus, baby!" fino al finale dell'atto "Take me to Heaven (reprise)", mentre il secondo atto si apre alla grande con "Sunday morning fever" (che riprende la storia esattamente da dove era stata lasciata), ma rallenta subito dopo con l'allontanamento di Deloris dalla chiesa, senza ripartire mai davvero. Anche il numero finale, "Spread the love around" è secondo me più debole rispetto ad altre canzoni che le suore eseguono nel primo atto.
Ovviamente la protagonista assoluta dello spettacolo è Deloris, che Patina Miller interpreta con verve e humor... E con una voce potente da vera diva della musica gospel e soul. Anche Sheila Hancock nel ruolo di Madre Superiora è molto brava... Anche se nessuno per me può battere la mitica Maggie Smith del film. Va poi menzionata Katie Rowley Jones come Mary Roberts: la ragazza ha una voce che meriterebbe di essere vista e sentita in altri show. Ma tutto il cast è veramente ottimo, e ognuna delle varie suore ha una propria voce riconoscibile.
Lo spettacolo ha chiuso a Londra in Ottobre, ma nel frattempo è stato trasferito sul Continente, ad Amburgo, dove ha aperto in Germania. E si prepara a sbarcare anche oltre oceano, dove i preview cominceranno a Marzo con Patina Miller nuovamente nei panni di Deloris.
martedì 12 ottobre 2010
Mi perdonerete...
Se in questo ultimo periodo ho tralasciato un po' il blog, presa tra il lavoro (siamo anche sottorganico, visto che un collega è malato da oltre un mese e mezzo... ) e gli ultimi preparativi per il matrimonio (quasi -3 giorni).
Però vi segnalo il sito ufficiale della produzione inglese di Rebecca, che aprirà nella primavera del 2011 nel West End... (mi raccomando l'audio!). Altre informazioni in arrivo presto, si spera...