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lunedì 5 maggio 2008

Notre-Dame de Paris

Quando a casa o al lavoro ho un po' di tempo da buttare via (quindi ultimamente molto molto di rado), mi diverto a sbirciare il forum del sito www.musicals.net. A differenza di quello che frequento io, questo forum è molto americano-centrico. Ci sono intere sezioni su spettacoli meno famosi, e decine di thread sugli ultimi successi di Broadway come Legally Blonde, Young Frankenstein o The Little Mermaid. In compenso, ben pochi utenti sembrano ignorare il mondo del musical europeo (West End escluso, obviously).
Motivo per cui mi ha un po' sorpreso trovare questo thread su Notre Dame de Paris (anche se so che lo spettacolo ha avuto un'edizione inglese negli Stati Uniti).
Ecco un estratto dei commenti: "I cant decide whether i like it or not. i have the recording and sometimes i really have the urge to listen to it and other times i really dont enjoy it."
"I enjoyed the show generally but didn't like the lack of storyline songs. Everything stopped for a song as opposed to songs moving the action along. The show was also mainly ballads and very few songs were sung by more than one person to another unlike a love ballad where they sing to each other."
"There's a couple of clips on YouTube which do reveal it to indeed be an extremely low-action, stale, static show. Having said that I love to listen to the cast recording because there's a handful of songs which are absolute gold. Moon, Bohemienne, Live For the One I Love, Dance My Esmerelda eg. are all examples of wonderfully moving ballads that unfortunately are generally flanked by not-so-moving ballads"


Bene, lo ammetto subito. Io non amo particolarmente il "capolavoro" di Cocciante proprio per le ragioni espresse da questi utenti americani. Ho sempre trovato Notre dame uno spettacolo statico, noioso, con della musica poco interessante (per non dire banale) e dei personaggi quantomeno insipidi. Ammetto anche di non averlo mai visto dal vivo, ma solo in quella versione live dall'Arena di Verona trasmessa alcuni anni fa su Italia uno.
E nonostante questo, a voi le mie impressioni...


Prima di tutto, il problema più grave: la musica. I brani di Nddp sono per la maggior parte ballatone lente strappalacrime, molto in linea con un certo filone della nostra musica leggera. "Luna", "Balla mia Esmeralda", "Lei dov'è", sono tutte canzoni che tendono al "melenso". Quelle che sono più ritmate sono di una piattezza assoluta. L'esempio più calzante, in my humble opinion? "Cuore in me", il solo di Febo. Secondo me, i tre minuti musicalmente più piatti dell'intero score. La frase musicale è sempre la stessa, ripetuta fino alla nausea. Dov'è la varietà, la capacità di cambiare ritmo? Faccio un'esempio banale: persino inserire una specie di strofa lenta tra le varie ripetizioni del "cuore in me" darebbe un altro aspetto alla canzone. E non sto parlando di cose impossibili, perché ho in mente almeno un paio di pezzi da altri musical che sfruttano questo trucchetto.
Non parliamo poi dei testi. Banali, ripetitivi, insipidi. D'accordo, concediamo che anche i testi originali francesi non brillino per profondità (Luc Plamond non è un Kunze o un Tim Rice, nemmeno di seconda scelta). Comunque, Panella non si eleva sopra il suo collega francese. Al di là di qualche verso veramente infelice come "T'importa assai, o Esmeralda", si ha a volte la sensazione che l'italiano sia stato forzato dentro la musica originale, aggiungendo qualche sillaba qua e là (l'esempio più ovvio? "Bella" al posto di "Belle"), o spostando gli accenti dove non dovrebbero cadere...


Secondo punto: lo spettacolo è statico. Quando i personaggi cantano, l'azione non prosegue. Sì, ci sono le coreografie acrobatiche, gente che sale e scende dalle impalcature, si appende a testa in giù alle corde e compagnia bella, ma i protagonisti si fermano per cantare, molto in stile concerto. E per di più, difficilmente le canzoni stesse fanno avanzare la storia (un'eccezione è "L'attacco a Notre-Dame"), ma sono in genere un'espressione dei sentimenti dei personaggi, che fermano lo sviluppo della trama.


E poi i personaggi. Una delle cose fondamentali, non solo nel musical, ma anche nei film, nei libri... è creare simpatia per i personaggi. Bene, per me Cocciante e Panella non ci sono assolutamente riusciti. Febo è il peggiore: un imbecille infatuato di due donne che non pensa con la propria testa ma con un'altra parte del corpo... (scusate, miei lettori, ma quando ci va ci vuole) E poi, non appena Esmeralda si trova in difficoltà, torna dall'altra donna con la coda tra le gambe chiedendo perdono e dando la colpa alle arti della "strega". Posso essere un po' cattiva? Tipico comportamento da uomo traditore...
Comunque, su Febo potrei anche soprassedere, visto che già Hugo non ne fa un personaggio volto ad attirare simpatie. Ma che dire degli altri? Quasimodo è un piagnone che non fa che compatirsi e dire che il mondo lo odia. La mia reazione quando sento le sue canzoni? Prenderlo per il bavero e dargli una bella scrollata. Datti una mossa ragazzo, il mondo non starà certo lì a sentirti frignare.
Lo stesso vale per Esmeralda, soprattutto nel secondo atto quando è prigioniera di Frollo. Non fa altro che lagnarsi e aspettare che il suo bel cavaliere vada a salvarla. Anche quando sento le sue canzoni mi viene un certo prurito alle mani. Come si dice, bella bimba? "Aiutati che il ciel ti aiuta"...
L'unico che in parte si salva è Frollo, forse perché è l'unico che si lagna solo moderatamente e non si piange addosso...


E adesso, dopo questa tirata, la domanda sorge spontanea: ma i biglietti per Giulietta e Romeo, li compro o no?

venerdì 20 aprile 2007

"Non ruberesti mai un film..."

Quando si va al cinema o si noleggia un DVD, c’è un’odiosa pubblicità che ci ricorda che scaricare film da Internet è un reato. Se si va a teatro, una suadente voce registrata ci informa che è proibita qualsiasi registrazione dello spettacolo. E anche masterizzare CD è considerato un reato dalla legge italiana, perché si infrange il diritto d’autore.

Ma nonostante tutto, i DVD pirata sono in vendita prima ancora che i film escano nelle sale, e nel “nostro” settore esistono innumerevoli “bootleg” dei vari spettacoli teatrali.  In giro si trovano vere e proprie perle rare, spettacoli che hanno avuto una vita breve a Broadway, performance di attori che non ci sono più (esistono registrazioni di “Tanz der Vampire” con Steve Barton), registrazioni che per un motivo o per un altro sono molto attraenti per un appassionato di musical.

Per essere onesti, non in tutti i casi si tratta di registrazioni pirata fatte da avventurosi spettatori: in giro si trovano anche i cosiddetti “ProShot”, ovvero registrazioni eseguite da professionisti, magari per una messa in onda televisiva, e poi rimasti ad impolverarsi su qualche scaffale.
La domanda sorge spontanea. Come deve comportarsi un appassionato di musical su questo tema? Premetto che io non sarei mai in grado di fare un bootleg: registrare lo spettacolo con una telecamera invece di godermi lo show, rischiando magari una partaccia da una maschera o dal vicino… No, non fa per me. Ma non ho grossi problemi morali per quello che riguarda la fruizione di questi video...


Con questo non voglio dire che il DVD debba sostituire l’esperienza teatrale diretta, che essendo live resta unica ed insostituibile. Ma in molti casi la registrazione è l’unica strada che resta percorribile ad un appassionato. Come si può vedere uno spettacolo che magari ha aperto soltanto a Broadway, e solo per breve tempo, se non grazie ad un bootleg? Oppure nel caso di performers che non recitano più per vari motivi non rimane che vederli quando erano in scena all'apice del loro successo...


Per quello che riguarda il punto di vista legale della questione, non so neanche se in Italia si infrange qualche legge. In fondo, il problema con un CD/DVD masterizzato è che non si pagano i diritti d’autore alla SIAE. Ma se quello che masterizzo è inedito in Italia, è sempre protetto dalla SIAE? E se non lo è, che diritti sto infrangendo?

Non vi nascondo che una parte importante della mia collezione di cd è importata dall’estero, sia tramite acquisti su siti internet come soundofmusic o amazon, sia tramite scambi con altri appassionati. Del resto, vista la scarsità di CD musical-i disponibili in Italia, agli appassionati del genere non resta che rivolgersi all’estero...

Non mi sento in colpa per questo. Ditemi altrimenti come avrei potuto procurarmi il cast olandese di Evita, con la magnifica Pia nel ruolo di Eva... O come avrei potuto scoprire il musical svedese degli Abba dopo Chess, tale "Kristina Fran Duvemala"... Figuratevi addirittura che per avere il CD ITALIANO (!!) di Rent sono stata costretta a chiederlo a fan di oltre oceano, perché in Italia non ce ne erano più tracce.... La vedo un po' come una rivalsa dell'appassionato sul mercato italiano che (come abbiamo già detto e ridetto) ci ignora perché non conosce la nostra esistenza....


Sarebbe interessante sviluppare l'argomento... Ma ho paura che tornerei a ripetermi, per cui per adesso passo....

giovedì 5 aprile 2007

Beata ignoranza...

Domenica ero con una mia amica a cui non ho mai parlato esplicitamente della mia passione per il musical (ad essere sincera non ne ho mai parlato con quasi nessuno dei miei amici/parenti, anche se quasi tutti ne hanno un sentore). La mia amica si stava trastullando con il mio cellulare che ha come wallpaper il logo di Rebecca. Ad un certo punto mi ha chiesto "Che è Rebecca?" Io ho nicchiato un pochino, poi lei mi ha chiesto se si trattava di un musical. Ovviamente la mia risposta non poteva che essere sì. Al che lei mi ha fatto, stupita "Davvero? Non l'ho mai sentito. Come sono ignorante..."


Che ragazza ingenua che è la mia amica... Pensava di conoscere tutti gli spettacoli prodotti in giro... E invece il musical in Italia gode di considerazione pari a zero. Se facciamo eccezione per i grossi titoli degli anni '70 ("Jesus Christ Superstar", "Hair", forse "Evita" e "Cats") ditemi quali altri show sono noti ad un Italiano medio. Secondo me, persino spettacoli che hanno festeggiato i 20 anni di repliche a Londra e Broadway ("Les Mis", "Phantom of the Opera") risulterebbero titoli sconosciuti a molti italiani.
Non conosco i motivi di questa indifferenza per un genere che in altri paesi riscuote un successo notevole... Avete  qualche idea?

venerdì 26 gennaio 2007

Noi l'avevamo sempre saputo...

Finalmente lo dicono anche gli stessi scrittori di teatro. Importare divi da Hollywood per fare botteghino nel West End è una politica che non rende.


Speriamo che chi di dovere se ne renda conto, prima a Londra e poi, il prima possibile, anche da noi.


http://news.yahoo.com/s/afp/20070126/ts_alt_afp/afpentertainmentbritain_070126151727

mercoledì 6 dicembre 2006

Protesta!

Avvertenze: Questo post va in onda a blog unificati.


Ieri da mia nonna ho trovato un "Oggi" che aveva Michelle Hunziker in copertina (titolo simile a "Per il futuro mi faccio rossa"). Non ci ho neanche fatto molto caso. Poi, sfogliando il giornale, sono arrivata alla pagina dell'articolo in questione.


Trattavasi di un'intervista alla Michela + servizio fotografico che la ritraeva con capelli biondi, neri e rossi. La soubrette diceva di non aver ancora deciso che look adottare per debuttare con "Cabaret" a gennaio, e chiedeva consiglio ai lettori del settimanale. Infatti, alla fine dell'articolo c'era un indirizzo e-mail a cui gli affezionati fan possono mandare i propri consigli per il look preferito.


Ora, il mio io machiavellico si è messo a pensare... E se tutti quelli che pensano che Michelle Hunziker non sia adatta per il ruolo di Sally (ruolo che, vorrei ricordare, è stato di Liza Minnelli e di Pia Douwes tanto per citarne due) scrivessero una bella mail ad "Oggi" per esternare il proprio pensiero?


Basterebbe una cosetta tipo "La signora Hunziker sta bene sia bionda, che rossa che mora... Ma non è adatta ad affrontare il ruolo di Sally in Cabaret. Le auguriamo tanto successo nel lavoro e nella vita, ma preferiremmo vederla in spettacoli alla sua portata. Cordiali saluti, eccetera eccetera".


Lo so, non cambierebbe niente. Il nome in cartellone ci vuole per tirare su il pubblico, e le cose sono comunque troppo avanti per sostituire un performer. Figuriamoci poi se verrebbe sostituito per far piacere alle mail di qualche amico del musical. Però sarebbe un bel modo per far vedere che esistiamo anche noi, e che la logica della celebrità non paga per tutti...