lunedì 13 luglio 2009

Finalmente...

Durante il fine settimana sono riuscita ad acquistare i biglietti per i musical di Londra. E così adesso sono la fortunata posseditrice ( ??) di un biglietto per We will rock you (scelta di Federico) e di uno per Wicked (scelta di Marti).  


Devo dire che Ticketmaster sarà sicuramente affidabilissimo, ma per niente user-friendly. Per verificare le disponibilità dello stesso spettacolo in diversi giorni e diversi settori c'era ogni volta da ricominciare da capo con tutta la transazione, comprensiva di codice da inserire per evitare i cosiddetti "bug" automatici. Mi ci è voluto un pomeriggio di studi e tentativi per decidere che biglietti acquistare, e una serata intera per completare le due transazioni.
Lo so che a Londra esiste la possibilità di comprare la mattina i biglietti per la sera stessa alla metà del prezzo, ma sinceramente non me la sono sentita di passare una parte della mia vacanza in coda al box office con il rischio poi di non trovare posto per gli spettacoli che mi interessavano.
E comunque, complice il cambio attualmente favorevole con la sterlina, i prezzi dei biglietti sono stati piuttosto abbordabili, nella media con quanto ho speso in altre occasioni in Germania, ma anche in Italia.


E ormai mancano solo due settimane alla partenza....  

giovedì 9 luglio 2009

Stagione ricca... mi ci ficco!

Puntuale come ogni anno, insieme ai primi caldi (finalmente! Mai visto un giugno così incerto) arriva anche il cartellone del teatro Verdi per la prossima stagione 2009 – 2010. Come spesso è successo negli ultimi anni, sono previsti diversi musical, tali da soddisfare i diversi tipi di audience.


 Il primo ad arrivare a Firenze sarà Cenerentola con le musiche di Rodgerts & Hammerstein e la regia di Massimo Romeo Piparo. Conosco piuttosto bene lo spettacolo: si tratta di un musical di stampo molto classico, melodico e gradevole, scritto appositamente per la TV. La prima rappresentazione televisiva (che fu seguita, nel 1957, da oltre 100 milioni di spettatori) aveva tra i suoi punti di forza una Julie Andrews giovanissima ma già al top della sua voce. E’ forse un po’ datato come stile, molto diverso dalla Broadway di oggi (e forse proprio per questo più adatto al pubblico italiano), ma secondo me resta un’ottima scelta per una bella serata. Quello che mi lascia un po’ perplessa è la scelta di Roberta Lanfranchi nel ruolo di Cenerentola. Ora, carina è carina, ma sa cantare? Lo “score” non è proprio abbordabilissimo… Se ci fossero riscontri positivi su questo punto, potrei anche farci un pensierino…


Mi interessa meno, invece, Poveri ma Belli, con la regia di Massimo Ranieri e le musiche di Gianni Togni. Tratto da un vecchio film di Dino Risi, racconta una storia di equivoci e innamoramenti nella Roma del secondo dopoguerra, una commedia all’italiana come se ne facevano all’epoca. In realtà penso che possa anche essere un soggetto simpatico per un musical, ma forse non risponde ai miei gusti. E poi non capisco la scelta di usare musiche già esistenti invece di cercare di inventare qualcosa di originale.


Per la serie “il nuovo che avanza”, tra dicembre e gennaio verranno riproposti i classici titoli sicuri, quelli che quasi garantiscono al teatro la sopravvivenza per il resto dell’anno: Jesus Christ Superstar di RockOpera (quello in inglese con sovratitoli) e Grease per la regia di Federico Bellone, il “golden boy” del teatro italiano. Personalmente li ho visti entrambi abbastanza recentemente, quindi penso che per quest’anno farò passo.


L’evento della stagione è sicuramente rappresentato da Cats, che a gennaio arriverà al Verdi nella sua prima versione italiana curata dalla Rancia.


  La premiere di uno spettacolo così importante (oltre 20 anni di repliche a Londra e Broadway) non può essere scevra da commenti di ogni genere. Ci sono i disfattisti che già ora si dicono preoccupati dall’adattamento in italiano, dal cast, dalle scenografie, che uno spettacolo italiano non potrà mai reggere il confronto con una produzione di Broadway… Poi ci sono quelli entusiasti che finalmente uno spettacolo di Broadway abbia il suo debutto italiano. E infine ci sono quelli come me, gli attendisti, che da una parte sono contenti di vedere finalmente un grande musical in Italia e in italiano, ma dall’altra si augurano che la produzione sia all’altezza delle aspettative e del richiamo del titolo.
A questo proposito ho letto qualche giorno fa su musical.it che è stato presentato il progetto artistico dello spettacolo: è previsto un allestimento completamente nuovo di Cats, con nuove coreografie di Daniel Ezralow, una nuova ambientazione (un lunapark invece che una discarica), nuovi costumi (di Coveri). Ezralow ha dichiarato “Sta prendendo forma uno show assolutamente originale”… Ecco, a questo punto comincio a preoccuparmi. Voglio dire, lo spettacolo ha funzionato in tutto il mondo così com’è… Che bisogno c’è di cambiarlo??   (no, non amo neanche le rivisitazioni delle opere)


Sempre a gennaio ci sarà anche Robin Hood, musical di Beppe Dati con Manuel Frattini che già l’anno scorso aveva girato l’Italia. Non ne ho sentito parlare molto, ma mi incuriosisce: almeno in questo caso si tratta di qualcosa di completamente originale. E poi Robin Hood era il mio cartone animato preferito quando ero bambina… Vediamo come saremo messi ad anno nuovo, altrimenti una capatina, anche nei posti economici, ce la faccio volentieri.


Infine, ci sarà Il pianeta proibito, di Bob Carlton. Anche di questo spettacolo ho sentito parlare, credo addirittura che sia una specie di “Cult” tra gli appassionati, ma non mi sono mai interessata più di tanto, e quindi non posso esprimere giudizi. Posso dire soltanto una cosa: se è vero che è tratto da un vecchio film di fantascienza, non mi attira in maniera particolare…


Per gli appassionati anche di altri generi di musica, sono previsti diversi balletti classici (mi ricordo di aver visto i “classicissimi” Romeo & Giulietta e Lago dei Cigni), l’operetta La vedova allegra, uno spettacolo di Paganini, uno nello stile Bollywood,e un omaggio alla danza spagnola.
Direi che quest’anno non c’è proprio di che lamentarsi… E comunque io sto cercando di trovare anche i biglietti per La bella e la bestia a Milano…

martedì 9 giugno 2009

Brevissime…

Non so perché, ma ultimamente mi sono persa svariati aggiornamenti… vediamo se riesco a fare un riassuntino veloce delle principali notizie…


Eppur si muove/1
Il progetto “Rebecca a Broadway” prosegue: a Londra si è tenuto un Workshop che doveva verificare la cantabilità dei testi tradotti da Michael Kunze in collaborazione con nientepopodimenoche Christopher Hampton (Tony per Sunset Boulevard). I protagonisti di questo workshop erano Lisa O'Hare (Ich), Julian Ovenden (Maxim), Anna Francolini, Susannah Fellows, David Burt e Jessica Martin. Ammetto candidamente che non conosco nessuno di questi nomi…
Secondo i piani, è prevista una prima fase di rodaggio dello spettacolo in Canada; se la risposta del pubblico sarà positiva, Rebecca aprirà a Broadway nella stagione 2010/2011.


Eppur si muove/2
Qualche sera fa sono stati presentati i protagonisti della prima produzione italiana di Stage Entertainment, “La bella e la bestia”. Durante una serata di gala, alla presenza del compositore Alan Menken sono stati annunciati i nomi di Belle, la cantante ex-Disney Arianna, e della Bestia, l’attore Michel Altieri, che ha già partecipato a Rent e a svariati musical di casa nostra (“I promessi sposi”, “Il ritratto di Dorian Gray” and so on). Qualche video della serata può essere visto qui.
Sono piuttosto soddisfatta della scelta della produzione. Pur non conoscendo i due attori se non di fama, so che vengono dal mondo del canto e del musical, per cui credo proprio che saranno in grado di affrontare lo score. Menomale che la Stage Entertainment non è andata a cercare nomi televisivi, confermandosi una realtà seria del teatro, e smentendo i nostri incubi svizzeri…


Nuovi show chiudono
Il 30 maggio hanno chiuso sia Marie Antoinette a Brema che Frühlings Erwachen a Vienna. Entrambi con discreto successo di pubblico e critica, ma nessuno dei due ha esteso il periodo previsto per le rappresentazioni. E, come già annunciato, Marie Antoinette ha lasciato in eredità un pesante buco di quasi un milione e mezzo di euro nelle finanze del teatro di Brema...  Ho già detto che secondo me una produzione mastodontica come MA in pochi mesi non poteva rientrare dei costi sostenuti, e ho sperato che la produzione venisse prolungata, ma si vede che io di teatro e finanza non capisco un granché…
Per quanto ne so, Frühlings Erwachen non ha causato cataclismi finanziari, ma nonostante tutto non è riuscito a “sfondare” a Vienna come ha fatto a Broadway. Forse il pubblico di Vienna è più tradizionalista rispetto a quello di NY, non saprei. Personalmente non sono una fan del musical, ma mi dispiace comunque vedere un buono spettacolo chiudere.


La rana in Spagna…
Qualche sera fa, approfittando dei buchi della programmazione estiva, ho finalmente visto My fair lady. Sarò sincera: le musiche sono molto belle, ma il film l’ho trovato un po’ lungo e noiosetto (oltre a vagamente maschilista, ma del resto siamo nei primi anni del 900).
Difficile, se non impossibile, tradurre in maniera appropriata questo spettacolo basato tutto sulla parlata Cockney della protagonista e sulla sua trasformazione in lady grazie agli esercizi di dizione del prof. Higgins. Così in italiano Audrey Hepburn parla un misto di ciociaro e barese che in realtà a Londra stona un po’… Però del resto, già è difficile tradurre un musical qualsiasi, figuriamoci lavorare su uno che fa della lingua il suo argomento principe!
Piuttosto, ho trovato lungo il finale del film: dal trionfo di Eliza al ballo in poi non ho fatto altro che contare i numeri musicali che mancavano alla fine…  

venerdì 22 maggio 2009

Siamo impazziti!!

Ieri sera abbiamo comprato due biglietti per Londra!!!!


Non ci posso ancora credere... Sono undici anni che manco dalla capitale britannica, e questa volta ci torno per davvero... E non mi farò scappare l'occasione di vedere un paio di spettacoli, obviously!  


Non vedo l'ora...  


(scusate il post incoerente, ma è difficile spiegare la gioia con parole sensate )


 

giovedì 14 maggio 2009

Thank you for the music

Secondo me, non c’è niente da fare. Per quello che riguarda i musical, “English do it better”. (e anche Germans e Austrians, se la cavano alla grande…  )
Sabato ho visto finalmente il tour internazionale di Mamma mia nella sua tappa fiorentina, e mi sono divertita un sacco… Si è trattato di uno spettacolo di alto livello, professionale al massimo, anche se la trama è un po’ esilina e principalmente solo un pretesto per cucire insieme un po’ di grandi hit degli ABBA.


Ma cerchiamo di andare con ordine. Set semplici ma che evocano subito le isole greche, con le casette bianche e lo sfondo azzurro. Costumi altrettanto semplici (niente costumi ottocenteschi e parrucche impomatate), ma vari e cambiati frequentemente. Orchestra dal vivo, e soprattutto performer veramente in gamba, vivaci, che sembravano divertirsi nell’interpretare il loro ruolo.
Nel film uscito l’anno scorso in molti si erano meravigliati della voce sfoderata dalla maggior parte degli attori, Meryl Streep in primis. Ma non appena uno di questi attori apre bocca, si sente subito la differenza. In fondo si tratta di voci allenate per il teatro, che fanno cinque o sei repliche la settimana…


Devo ammettere di non conoscere nessuno degli artisti che ha recitato sabato sera, visto che non sono un’esperta di star del West End… Ma come sempre succede all’estero, non c’è bisogno del nome di richiamo per avere una qualità eccellente nella recitazione, nel canto e nel ballo (soprattutto i maschietti si esibiscono in coreografie divertenti, come in “Lay your love on me” o in “Does your mother know”).
La giovane Miria Parvin è convincente nel ruolo di Sophie, coniuga la ragazza eccitata e spensierata dell’inizio con quella più preoccupata del secondo atto, tiene a bada i ragazzi e la madre allo stesso modo. Anche il promesso sposo Sky (Gary Watson), di cui qui scopriamo qualcosa in più rispetto al film, ha una voce interessante, anche se decisamente poco sfruttata: tranne che in “Lay your love on me”, non canta più…
Poi ci sono i tre padri. Il mio preferito forse è Harry “Head Banger" Bright (John Alastair), che interpreta con Donna “Our last summer”, in cui i due ricordano il tempo passato insieme. Mi sono sembrati meno convincenti Bill e Sam, forse anche un po’ fuori parte, soprattutto il primo (o forse si trattava di una scelta registica per far vedere che l’australiano si godeva la sua solitudine e non voleva legami di nessun tipo?).
Ma il fulcro dello spettacolo sono loro, Donna e le Dynamo. Vitali, allegre, ironiche con se stesse e con le amiche. Fulminanti le battute di Donna e Rosie nei confronti della pluridivorziata Tanya, ma anche quelle della stessa Tanya sulla sua situazione e sugli uomini. Tutte e tre le donne si distinguono per le loro voci decisamente teatrali, forti e limpide. La star ovviamente è Jakie Clune nel ruolo di Donna, ma il successo dello spettacolo dipende anche dall’interazione e dalla chimica che si sviluppa con la scanzonata Rosie di Leigh McDonald e la Tanya “upper class” di Geraldine Fitzgerald. E’ semplice immaginarsi come da giovani avessero creato una band scatenata che creava scompiglio sul palco e non solo…


Sullo spettacolo (che ha goduto di una pubblicità enorme) è già stato detto tutto: sono stati citati i dieci anni di repliche da quando aprì a Londra nel 1999, le svariate produzioni internazionali (quest’estate a Berlino era pieno di cartelloni che pubblicizzavano lo spettacolo al “Theater am Posdamer Platz”), i record di pubblico registrati in tanti paesi… Quindi riporto solo qualche nota sparsa:
- Donna entra in scena fischiettando Fernando, altro storico pezzo degli Abba
- La barca di Sky si chiama Waterloo, come la canzone che per prima fece conoscere il gruppo svedese
- Il Pepper del film è molto più carino di quello dello show…
- Mamma che facce da inglesi avevano gli attori… )
- Grande soddisfazione: capivo benissimo l’inglese anche senza leggere i pannelli laterali (un po’ scomodi tra l’altro, troppo decentrati: se guardi il palco non vedi il pannello e viceversa)
- Ma anche altrove il pubblico inizia a battere il tempo applaudendo durante le canzoni più famose? A me ha dato un po’ fastidio ad essere sincera… Mentalità da teatro, che ci posso fare?
- Grandi i bis!!! E pubblico in piedi a ballare.
- Niente standing ovation però come per Notre-Dame...
- Età media del pubblico in sala più alta di quanto mi aspettassi… Svariati settori dalle chiome candide, e un omino piccino e raggrinzito seduto dietro Federico. Mi sa che a questo signore lo show l’hanno dovuto raccontare dopo..
- Alla fine dello show avevo proprio voglia di andare a ballare...

mercoledì 6 maggio 2009

La crisi colpisce duro anche i teatri...

Qualche giorno fa ho trovato sul sito Musicalzentrale.de questa notizia sulla crisi delle Vereinigte Bühnen Wien:


Deficit di 2,26 milioni per le Vereinigten Bühnen Wien
Secondo una notizia della ORF, l’anno scorso le VBW hanno registrato una perdita di 2,26 milioni di euro. La ragione principale sarebbe il risultato deludente della ripresa di “Rebecca” al Raimund Theater (77.4% di capacità) e de “The producers” al Ronacher.
Come causa di questi numeri negativi viene citata la crisi economica e la disponibilità solo parziale del teatro Ronacher (
che infatti ha riaperto nel giugno 2008, ndt).
La perdita dovrebbe essere recuperata in un primo momento con la liquidazione di riserve, altrimenti verranno presi in considerazione modelli di lavoro flessibile per i dipendenti.


Da quello che si sente in giro, sicuramente né gli incassi di "Rudolf" né quelli di "Frühlings Erwachen" serviranno a coprire il buco. Se gli orologini sulla pagina web dell’acquisto in linea dei biglietti sono un indicatore della disponibilità del teatro, siamo messi proprio male: non c’è un solo giorno in maggio in cui ci sia difficoltà a trovare biglietti di ogni tipo.


E mentre alcuni fan si domandavano se non sarebbe stato meglio per le VBW mettere in scena “Marie Antoinette” piuttosto che lanciarsi in questi progetti più moderni e innovativi, leggo proprio oggi quest’altra notizia, sempre da musicalzentrale:


Il teatro di Brema in difficoltà finanziarie
Secondo una notizia diffusa da Radio Bremen il musical "Marie Antoinette" ha messo in difficoltà finanziaria il “Musicaltheater am Richtweg”: il teatro sarebbe già ricorso a sovvenzioni pubbliche previste in realtà per l’anno prossimo. Al teatro mancherebbero circa 2,5 milioni di euro per chiudere quest’anno d’esercizio in pareggio.
Tuttavia l’intendente del teatro Hans-Joachim Frey smentisce che la vendita di biglietti per “Marie Antoinette” sia stata inferiore alle aspettative. Almeno 85.000 spettatori paganti avrebbero già visto il musical; sarebbero necessari però 100.000 spettatori perché “Marie Antoinette” copra i propri costi di produzione di circa 5,5 milioni di Euro, sempre secondo Frey, che si è anche dichiarato convinto che entro la fine della programmazione del musical (
che chiuderà il 31.05, ndt) ci saranno spettatori sufficienti per chiudere in pareggio.


Certo aprire uno spettacolo imponente come Marie Antoinette per poco più di quattro mesi non mi sembra un’operazione molto furba da parte del Teatro di Brema. I fan devono poter venire a vedere lo show da varie città della stessa Germania ma anche del mondo…


E chiudo questa triste “rassegna stampa” con un aneddoto su questa questione. Federico ed io avevamo pensato di fare una fuga da qualsiasi parte per il 1. maggio. Avevo trovato una tariffa di Ryanair veramente ottima per Amburgo, che è ad un tiro di schioppo da Brema. Poi però abbiamo lasciato perdere: saremmo dovuti partire alle 10.00 del primo maggio per rientrare alle 14.00 del 3… In pratica poco più di 48 ore fuori, per cui abbiamo deciso che non valeva la pena mettersi in moto per così poco. Avevo pensato anche di ritentare più avanti, tra qualche mese… ma poi mi sono resa conto che alla fine del mese lo spettacolo chiuderà e quindi non riuscirò a vederlo. Uffa…

giovedì 30 aprile 2009

Der Graf von Monte Christo

Ed eccoci alla seconda parte della full immersion in Wildhorn.


Dopo le critiche poco positive che avevo letto su “Rudolf”, mi fa piacere vedere che “Der Graf von Monte Christo" è stato accolto in maniera più positiva. Si sa che a volte i critici possono distruggere uno spettacolo o un film che in realtà avrà un grosso successo di pubblico, ma insomma, fa sempre piacere sapere che gli addetti ai lavori trovano interessante le stesse cose che emozionano noi comuni mortali.


Tra l’altro, io non sarò un critico, ma basandomi solo sull’ascolto dei “Demo recording” in inglese di Rudolf e di Montecristo, avevo già deciso che il secondo era superiore al primo…
Sarò sincera: è sempre Wildhorn, ovvero è sempre lo stesso stile musicale e le canzoni si assomigliano un po’ tutte anche da un musical all’altro. Ma questa volta il compositore ha copiato i suoi pezzi migliori, quindi il risultato è comunque buono, IMHO. Per la valutazione dei nuovi CD io ho un metodo: ad ogni canzone do un voto con un “emoticon”, da :-D per i pezzi che potrei mettere sul “repeat”, a :-/ per quelli così così, fino a :-( per quelli che davvero non riesco a farmi piacere. Bene, tra le 13 tracce del Demo in inglese non c’è neanche uno smiley triste. Invece ci sono svariate annotazioni tipo “ballad romantica”, “bel duetto”, e ci sono due faccine veramente sorridenti :-D, in corrispondenza di “Every day a little death” (che immagino Dantes canti quando è in prigione a Chateau d’If) e “Hell to your doorstep”, che in realtà sembra un po’ un rip-off da “Alive” di Jekyll & Hyde… Ma che mi piace per il suo ritmo e il suo sound piuttosto rock. Mi ha colpito in maniera più sottile, ma ho cominciato ad apprezzare molto anche “I know those eyes/That man is dead”, dove Mercedes riconosce Dantes a distanza di anni. Dal demo emerge però principalmente la storia romantica di Edmond e Mercedes, mentre non si sentono mai i pezzi dei “cattivi”, tranne per “A story told”, dove tre uomini complottano contro Edmond Dantes.

E come sempre in rete sono riuscita a trovare alcune recensioni di giornali svizzeri.
Qui un resoconto della prima che sottolinea anche l’impressionante sforzo del teatro di St. Gallen (un paesotto di neanche 100.000 abitanti) per organizzare una prima mondiale di uno spettacolo nuovo di zecca di un importante compositore.
Si parla di costumi sfarzosi ma non kitsch, di una regia originale che grazie alle proiezioni riesce a creare di volta in volta l’illusione di navi in mare, di balli sfarzosi o della folla del carnevale. Ma il maggior vanto di questa produzione è il cast, in cui brilla come sempre Thomas Borchert, che non solo affronta un ruolo praticamente sempre presente in scena, ma si esibisce anche in balli, combattimenti, fughe rocambolesche, e sempre senza risparmiarsi né dal punto di vista della recitazione né da quello del canto. Secondo la recensione, anche il resto del cast è molto buono, anche se soffre un po’ nel confronto con Borchert. La giovane Sophie Berner nel ruolo di Mercedes ha svariati assoli in cui dimostra una voce calda e acuta. Il solito Carsten Lepper nel ruolo del traditore Mondego (ma perché gli danno sempre i ruoli da “cattivo”??) canta, combatte e tira di scherma (principalmente contro Edmond Dantes). Bisogna però riconoscere che la maggior parte dello spettacolo ricade sulle spalle del protagonista, e che gli altri attori (fatta eccezione per Mercedes) sono poco più che comparse.


Ovviamente la trama del romanzo-tomo di Dumas è stata ampiamente sfoltita, ma anche in parte modificata. (NB: non ho mai letto il mattone, per cui mi attengo a quanto è stato scritto da altri). Il pirata Luigi Vampa è diventato una lei, Luisa, cosa che permette a Wildhorn di inserire un altro personaggio femminile un po’ particolare (una donna pirata a capo di una nave di uomini, vestita in pelle… ) e un tentativo di seduzione del neo-conte da parte della donna.
E come in ogni Wildhorn non poteva mancare l’happy ending: anche se nel libro questo manca, e stravolge parzialmente il significato dell’opera, negli spettacoli di oggi non si può prescindere da un caro vecchio lieto fine…


Anche quest’altra recensione loda diversi aspetti dello spettacolo: la trama, la regia (definita “raffinata”), le soluzioni sceniche, e anche le musiche, che si rifanno a svariati stili: secondo il recensore, si sentono tracce di Verdi (nell’Overture iniziale), di Debussy, di valzer viennese e così via.


Tanto per fare, qui il video di quello che dovrebbe essere la lotta finale tra Dantes e Mondego:



 A me piace davvero molto... Spero proprio che esca un CD in tedesco...