Sabato sera, un po' all'ultimo tuffo, mi sono aggregata ai miei genitori che andavano a vedere la produzione di Grease della Compagnia della Rancia al Saschall di Firenze. Che ci volete fare, ad un biglietto "omaggio" non si dice mai di no...
Come ormai ho ripetuto fino allo sfinimento, a me piacciono i drama-musical, quelli con quelle belle storie epiche e tragiche, dove si piange dall'inizio alla fine, mentre questi musical tutti risate e buonumore mi piacciono meno. Però bisogna riconoscere che a livello di pubblico, questi ultimi rendono mooolto di più... Il Saschall è una specie di palazzetto, non un vero e proprio teatro, che contiene quasi 2000 persone. E sabato sera era praticamente stracolmo di gente di tutte le età, dai bambini ai nonni. Se penso che Jekyll & Hyde a Bologna si è svolto davanti ad una platea mezza vuota... 
Comunque bisogna ammettere che la qualità dello spettacolo era davvero buona. La Compagnia della Rancia ha riunito un insieme di giovani validi, molti dei quali diplomati alla BSMT, e sinceramente si sentiva che si trattava di gente che ha imparato a cantare. Inoltre, visto che Grease è uno spettacolo molto ballato, bisogna anche sapersi muovere bene sul palco... E anche quello riusciva bene. Si percepiva l'energia dei giovani performers... Invece, mi è sembrata un po' sopra le righe la recitazione di certi personaggi minori, soprattutto all'inizio. Battute un po' "gridate", movimenti un po' esagerati... Ma niente di così terribile, in effetti.
Come ogni volta, però, i soliti problemi: basi registrate (con una pianolina da tre soldi, sosteneva mio babbo), scenografie un po' statiche... Meglio i costumi, almeno secondo me.
Quindi... Per quello che riguarda lo spettacolo, serata piacevole. Per quello che riguarda il pubblico...
Ero seduta nell'ultima fila del "Loggione", quasi negli ultimi posti (quindi anche molto laterale). Bene, due mamme che accompaganvano due bimbe di 6-7 anni hanno fatto sedere le bimbe accanto a me (che si sporgevano di continuo per cercare di vedere la parte di palco che ci restava coperta). Su questo potevo anche soprassedere, visto che comunque a me interessava molto anche solo "sentire" il musical. In compenso le mamme, in piedi dietro le poltroncine delle bambine, hanno cominciato a fare salotto e a raccontarsi i fatti propri, oltre a continuare a cercare di "coinvolgere" le bimbe in quello che succedeva sul palco. "Guarda come fa quello lì!" "Dai facciamo anche noi come lui"... 
Cioè, voglio dire... D'accordo, non è una prima della Scala né un grosso spettacolo di prosa... Però non mi sembra esattamente il comportamento da tenere, quello di fregarsene di cosa succede sul palco e per di più di incitare i figli a fare altrettanto (perché, poverette, le bambine stavano buone buone, rapite dall'azione, dai colori, dalla musica)... Mah... Certo, in Italia ci sono problemi più seri, ma questo malcostume imperante mi preoccupa un po'... 