
Da quando l'ho ricevuto, ho avuto modo di ascoltare diverse volte il CD di Marie Antoinette, la nuova fatica di Kunze e Levay. Leviamoci subito il dente: mi spiace molto dirlo, ma per me non siamo ai livelli di Elisabeth o di Rebecca. Rispetto a questi due spettacoli manca qualcosa, e secondo me questo qualcosa sono dei veri e propri showstopper come erano "Ich gehoer nur mir", "Der letzte Tanz" o "Rebecca".
Questo non impica però che la musica non si gradevole da ascoltare, anzi: Levay compone canzoni molto orecchiabili e gradevoli, e gli interpreti sono tutti molto bravi, in modo particolare le due "omonime" MA (Roberta Valentini e Sabrina Weckerlin). Mi piacciono meno invece le orchestrazioni, spesso un po' troppo ricche di suoni digitali e sintetizzatori.
Bisogna anche dire che le 13 tracce del CD, per meno di 40 minuti di musica, non consentono di farsi un'idea precisa di una trama piena di complotti e intrighi. A certi personaggi (Cagliostro, Luigi XVI, il duca di Orleans) è data una sola canzone, che rende impossibile capire lo sviluppo del personaggio e le sue ragioni.
Comunque, veniamo ad un'analisi traccia per traccia del CD.
ILLUSIONEN: è il Cagliostro di Ethan Freeman che ci accompagna nel tempo di Marie Antoinette ricordandoci che le illusioni e i sogni sono fondamentali per l'uomo, poiché gli danno la spinta per andare avanti e cambiare il mondo. Ethan è bravo, il brano non è male, ma personalmente non capisco quale sia la sua funzione ai fini della storia: mi sembra che resti un po' un corpo estraneo all'interno dello spettacolo.
LANGWEILEN WILL ICH MICH NICHT: ci troviamo nel bel mezzo di una festa sfarzosa dove Marie Antoinette, ancora giovane, enuncia i suoi principi: non vuole studiare, leggere o imparare cose serie, ma solo divertirsi e godersi il tempo tra balli e divertimenti.
Nonostante il tema e il testo un po' superficiali, la musica è molto orecchiabile: alla fine del primo ascolto del CD, questo era l'unico brano che avevo memorizzato. Un'opinione personale: quel "la-la-la-langweilen" è veramente fastidioso, anche se probabilmente serva a sottolineare la superficialità e in fondo la gioventù di Marie Antoinette. Comunque bisogna dire che l'italiana di Germania Roberta Valentini ha davvero una bella voce.
BLIND VOM LICHT DER VIELEN KERZEN: il primo numero di Margrid Arnaud, che si rivolge ai nobili presenti al ballo accusandoli di non interessarsi ai problemi della gente comune perché sono "accecati dalla luce delle candele".
E' una ballata potente, ariosa, uno dei pezzi migliori del cd, ma secondo me non è particolarmente innovativa dal punto di vista musicale, anche se Sabrina Weckerlin interpreta la delusione e la rabbia di Margrid in modo magistrale.
STILL, STILL: Nuovamente nel suo mondo, la strada, Margrid incontra la sua vecchia insegnante Suor Agnes che sta cullando dei bambini con questa ninna nanna. E' una melodia dolce, che mette in luce la voce della giovane promessa Maike Switzer.
WEIL ICH BESSER BIN: Margrid incontra il duca D'Orleans, che condivide il suo odio per la coppia reale, e le spiega perché ambisce al trono di Francia: "Weil ich besser bin", perché si ritiene migliore di Luigi. Un brano molto pop, una canzone che per me chiama "Uwe Kröger" a piena voce, ma che non mi sembra un granché. E poi quest'Orleans (Thomas Christ) mi fa proprio antipatia a pelle. Comunque, lui stesso ammette di essere arrogante, e quindi forse lo scopo della canzone è raggiunto... 
WENN (Maskenball): Orleans e Margrid si presentano insieme ad un ballo in maschera, mentre Marie Antoinette balla con il suo amante Axel Fersen. Ognuno si immagina cosa sarebbe della propria vita se potese essere diverso da cos'è, libero dalle convenzioni. E' uno dei pochi pezzi polifonici dello spettacolo, un quartetto sognante nelle atmosfere, e molto piacevole da ascoltare.
ICH WEINE NICHT MEHR: il secondo grosso numero di Margrid, che la trasforma in una rivoluzionaria. Dopo aver assistito ad una fustigazione in piazza, Margrid aizza la folla a ribellarsi contro le ingiustizie commesse dai nobili nei confronti del popolo. Il suo cuore è diventato duro, incapace di commuoversi e perdonare. Questa è un'altra delle mie canzoni preferite dell'album, anche se si tratta di un pezzo prevalentemente pop, che comunque mette in evidenza la voce di Sabrina Weckerlin.
GEFUEHL UND VERSTAND: prima una curiosità. Questo duetto tra Marie Antoinette e Fersen era in origine la prima stesura di "Wenn ich tanzen will" (vedi video su youtube). Sarà perché conoscevo questo retroscena, ma questo brano mi piace più degli altri. Per la prima volta in tutto l'album c'è un duetto tra due personaggi che dialogano tra di loro, anche con linee musicali leggermente diverse. Qui Marie Antoinette e Fersen si stanno dicendo addio, come vuole la ragione, ben sapendo che il loro sentimento, pur più forte, è destinato così a morire.
GOTT SIEHT UNS ZU: Suor Agnes ricorda a Margrid che Dio conosce tutto di ogni uomo, i suoi problemi e i suoi dolori, e che comprende e perdona. La musica è gradevole, molto delicata, anche se a me in alcuni punti ricorda "Blind vom Licht".
DAS EINZIGE, WAS RICHTIG IST: Marie Antoinette scrive una lettera a Fersen, in cui riconosce alcuni dei suoi errori, dettati dalla gioventù. Nonostante l'intervento di Fersen in contrappunto a metà canzone, il pezzo non è niente di speciale, anzi... Secondo me questo è il brano più noioso di tutto il CD. 
WARUM MUSS ICH SEIN, WAS ICH NICHT BIN: finalmente anche Luigi XVI ha la possibilità di esprimersi, e lo fa con questa canzone in cui dichiara che la sua aspirazione non era quella di fare il re, e che avrebbe preferito essere un uomo semplice. Anche questo brano secondo me non brilla per originalità e innovazione dal punto di vista musicale. E' un pezzo banale, persino un po' noioso, e anche Tim Reichwein con la sua interpretazione non lo rende interessante. Capisco che è la canzone di un re già sconfitto e deluso, ma un po' di vitalità almeno nell'immaginare "cosa sarebbe stato" non avrebbe guastato.
JENSEITS ALLER SCHMERZEN: il finale dello show, in cui Fersen e Margrid ripensano a Marie Antoinette. Osservando la regina affrontare il suo destino, Margrid Arnaud ha nuovamente imparato a perdonare, e Fersen è certo che "oltre ogni dolore" ritroverà il suo amore. E' un pezzo che riassume i temi musicali dello spettacolo e che chiude degnamente lo show.
DIE FRAU, DIE ER LIEBT: traccia bonus interpretata da Maricel, la seconda Marie Antoinette. La regina attende con ansia l'arrivo del suo amato, che è l'unico che la capisca e che voglia solo il suo bene. Musicalmente è un pezzo piuttosto ritmato, non brutto, e anche Maricel dimostra di avere le carte in regola per affrontare il ruolo di Marie Antoinette. La sua voce suona forse più matura di quella di Roberta, ma comunque gradevole.
E ora sarei curiosa di sapere dai miei fedeli lettori che ne pensano, se hanno avuto modo di ascoltare il CD e che impressione ne hanno ricavato... Pleeease?? 